Alitalia, Federconsumatori: l’Enac intervenga sui voli cancellati

"Dopo la vendita di voli inesistenti sta emergendo una nuova, rilevante problematica nell’ambito del turismo e dei trasporti"

Foto LaPresse/Marco Alpozzi 21/09/2017 Torino Caselle (Italia) Cronaca Aeroporto di Torino Caselle Nella foto: Deriva di coda Airbus A319 Alitalia, Photo LaPresse/Marco Alpozzi September 21, 2017 Torino Caselle (Italy) News Torino Caselle Airport In the pic: Airbus A319 Alitalia

MILANO – “Dopo la vendita di voli inesistenti sta emergendo una nuova, rilevante problematica nell’ambito del turismo e dei trasporti. In questi giorni si stanno moltiplicando le segnalazioni relative ad Alitalia: la compagnia sta adottando condotte non certo corrette e trasparenti sia nell’ambito della commercializzazione dei voli che per i rimborsi dei voli cancellati”. Così Federconsumatori in una nota, spiegando che “sono sempre di più gli utenti che si rivolgono alle sedi Federconsumatori riferendo del mancato rimborso di voli cancellati anche due o tre mesi fa nonché della quasi totale indisponibilità del call center che dovrebbe fornire informazioni ai clienti e assisterli in caso di problemi e difficoltà.

Numerosi clienti del vettore denunciano l’impossibilità non solo di ottenere la restituzione, in denaro o con un voucher, dell’importo versato ma anche di mettersi in contatto con l’azienda per ottenere indicazioni sulla programmazione dei voli, sui rimborsi e sull’esito delle domande presentate”. Secondo Federconsumatori “è assolutamente inaccettabile che la compagnia aerea mostri un tale ostruzionismo, anche e soprattutto in un contesto complicato come quello attuale. La condizione di amministrazione straordinaria in cui da tempo versa la società non giustifica certo una condotta che appare a tutti gli effetti orientata ad ignorare i diritti degli utenti. A fronte del crescente volume di segnalazioni chiediamo l’immediato avvio di accertamenti e se necessario un intervento da parte di Enac per verificare le condotte e le responsabilità dell’azienda e soprattutto per garantire il rispetto della normativa. Tale comportamento, di fatto, si traduce in un vero e proprio sopruso, poiché gli utenti si trovano a non poter intervenire in alcun modo per ottenere ciò a cui hanno diritto”.

(AWE/LaPresse)

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