Coronavirus, calano i decessi e salgono i contagi. Zaia: “Ora in Veneto rischio elevato”

Foto Andrea Gilardi / LaPresse Nella foto: Luca Zaia

MILANO – Nuova giornata di luci e ombre in Italia sul fronte dell’emergenza coronavirus. Scendono i decessi, 15 contro i 30 di ieri, ma risalgono i contagi, 223 (ieri erano stati 201), mentre in Veneto il governatore Luca Zaia lancia l’allarme: “Il rischio è risalito da basso a elevato”. E annuncia una nuova ordinanza, più restrittiva. Con le 15 di oggi, le vittime legate al coronavirus nel nostro Paese sono salite a 34.833. Sono 14.884 le persone attualmente positive, mentre si registrano 384 nuovi guariti, che portano il totale a 191.467. Scendono a 956 i ricoverati, 7 meno di ieri, dei quali 79 in terapia intensiva (3 in meno).

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, sottolinea: “Nell’ultima settimana il numero di casi totali nel nostro Paese è leggermente diminuito. Naturalmente continua la circolazione virale, tanto è vero che gli Rt tendono ad aumentare o diminuire a seconda di dove si formano i focolai. In alcune Regioni il numero di casi purtroppo è ancora abbastanza rilevante. Bisogna continuare a mantenere comportamenti adeguati, soprattutto portare mascherine quando ci si trova in luoghi pubblici e mantenere il distanziamento sociale”.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, punta sui dati positivi

“Con tutte la cautele del caso, perché la partita non è vinta, i numeri ci dicono che la curva è stata significativamente piegata. Il Paese è stato all’altezza”. A lanciare l’allarme è però il presidente del Veneto, Luca Zaia: “Sta accadendo quello che vi avevo preannunciato. Siamo passati da rischio basso a rischio elevato, l’R0 è risalito a 1,63. Eravamo a 0,43. Non so a chi fare i complimenti. Io avrei scritto elevatissimo: se continuiamo ad andare in giro senza mascherina negli assembramenti, continuiamo a pensare che i complottisti abbiano ragione e il virus sia una invenzione dei marziani, è inevitabile che accada. Se continuiamo di questo passo non fatevi neanche più la domanda se il virus torna in ottobre perché è già qui”. Poi attacca chi, pur in presenza dei sintomi, non si fa curare: “C’è un cittadino che torna il 25 di giugno da una trasferta di lavoro in Serbia insieme ad altre altre persone, risulta positivo al tampone e rifiuta il ricovero. Ma per casi come questo il ricovero deve essere coatto. Lunedì presentiamo una nuova ordinanza per inasprire le regole. Abbiamo le armi spuntate, non ne usciamo, se fosse per me prevedrei anche la carcerazione e il ricovero coatto, il Tso”.

Nel Lazio, dove ieri due bimbi originari del Bangladesh sono risultati positivi in un centro estivo che è stato chiuso, l’assessore regionale alla Sanità D’Amato ha annunciato che “da lunedì saranno effettuati tamponi a tappeto ai componenti della comunità del Bangladesh”.

Intanto, da un’indagine sierologica supportata dall’Istituto superiore di sanità in cinque località sciistiche del Trentino, molto affollate subito prima dell’esplosione della pandemia, è emersa la presenza di anticorpi nel 23% della popolazione residente nell’area. (LaPresse)

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