Fi, inizia la rappresaglia dei Cesaro

Dopo l’abbandono del senatore Carbone si temono nuove defezioni tra gli azzurri

Armando Cesaro
Armando Cesaro, consigliere regionale di Forza Italia in Campania e figlio di Luigi

NAPOLI – Altro che pace. Armando Cesaro (in basso) non porge l’altra guancia e rifiuta l’incarico di coordinatore provinciale di Forza Italia. E’ solo l’inizio della fine per il partito campano, reo di aver ‘scaricato’ il capogruppo in consiglio regionale in favore dell’accordo elettorale con la Lega, che ha dato il via libera alla candidatura di Stefano Caldoro a presidente della Regione per il centrodestra. Uno smacco che ha determinato l’inizio della controffensiva dei politici di Sant’Antimo, fino ad oggi plenipotenziari in Fi.

Cesaro ha dunque rifiutato il contentino: “La proposta avanzatami qualche giorno fa dal senatore De Siano – ha detto – di presiedere il coordinamento provinciale di Forza Italia mi onora, preferisco però rinunciarvi e continuare a sostenere il partito da militante. Credo che l’onorevole Pentangelo, attuale coordinatore, stia facendo un ottimo lavoro. Il mio auspicio è che dopo le Regionali possa aprirsi una nuova e grande stagione congressuale dove – ha concluso l’azzurro – i giovani e capaci amministratori possano concorrere agli organismi elettivi sia provinciali che cittadini”. L’annuncio segue, non a caso, quello del senatore Vincenzo Carbone di lasciare Forza Italia per Italia Viva. “Una decisione maturata in un giorno”, ha detto il parlamentare, che solo il giorno prima a ‘Cronache’ aveva manifestato tutta la sua indignazione per ‘il passo di lato’ di Armando Cesaro. Tutto lascia pensare che si tratti non di un caso isolato, ma di una strategia volta ad azzerare il partito in Campania e a mettere in difficoltà Caldoro, che non ha alzato un dito per difendere il suo capogruppo dagli attacchi della Lega.

Forza Italia, un tempo primo partito all’ombra del Vesuvio, vive la sua ora più nera e, senza i voti dei Cesaro, che ne muovono tanti, deve pensare a mettere in campo una strategia per evitare di dissolversi a pochi mesi dalle elezioni. E’ da questo che è nata l’idea di proporre a Silvio Berlusconi di essere capolista alle Regionali. Ma, stando a indiscrezioni si tratta di un bluff per evitare altre defezioni. Con il presidente in campo il partito avrebbe maggiori possibilità di sopravvivenza, ma un Cavaliere da solo non può fare miracoli. Fi in Campania non conta più l’esercito di militanti e amministratori di un tempo e a un cenno dei Cesaro rischia di perderne altri. Proprio per evitarlo si è pensato di utilizzare la casella di coordinatore regionale come merce di scambio. De Siano potrebbe lasciare il suo posto in favore di un fedelissimo di Mara Carfagna. I nomi fatti circolare sono quello di Paolo Russo o di Cosimo Sibilia. Ma in questo caso si scatenerebbe l’ira dell’europarlamentare Fulvio Martusciello che da anni ambisce alla guida del partito campano. Ogni decisione deve essere ponderata e pesata anche, o soprattutto, in termini di consenso. Le Regionali sono dietro l’angolo e, al di là degli slogan a effetto, si vincono con i voti. Gli azzurri ne sono consapevoli e non sanno che pesci prendere. Mentre Cesaro sembra avere le idee piuttosto chiare sugli obiettivi a breve termine.

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