Istat: “Più diseguaglianze dopo il Covid. Crisi natalità, 1 impresa su 8 taglierà”

Gli italiani vorrebbero infatti ancora avere dei figli, ma la paura della pandemia potrebbe causare un calo di 10mila nati tra 2020 e 2021

Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Un Paese pieno di incertezze, con i divari socio-economici aggravati dal Covid e un ascensore sociale praticamente in tilt, dove è più probabile scendere che salire. Un’aria davvero pesante che incide e inciderà anche sulla natalità. Gli italiani vorrebbero infatti ancora avere dei figli, ma la paura della pandemia potrebbe causare un calo di 10mila nati tra 2020 e 2021.

L’impietosa fotografia dell’Italia è scattata dall’Istat, che mette in luce le energiche ricadute del coronavirus nel nostro Paese, che riguardano anche il mondo del lavoro. Un esempio? Il 12% delle imprese italiane, di fatto poco meno di una su otto, sarebbe “propensa a ridurre l’input di lavoro”. Visti i contraccolpi subiti sugli investimenti. Sul fronte economico, la Relazione annuale dell’Istituto di statistica sottolinea poi come la crisi di liquidità legata all’emergenza “potrebbe avere effetti esiziali per l’operatività di molte di queste Pmi” e che il credito bancario costituisce invece “l’unica forma di finanziamento per il 13,5% delle aziende. La situazione di difficoltà è evidenziata dai dati aggiornati della cassa integrazione. I lavoratori che hanno dichiarato di essere in cig sono quasi 3,5 milioni ad aprile.

(LaPresse)

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