Turbativa d’asta, Scialdone interrogato nel processo a carico dell’ex sindaco Romano

A processo anche tre geologi

Dopo la deposizione di Antonio Scialdone il processo a carico dell’ex Sindaco del Comune di Vitulazio Luigi Romano e di tre geologi, Giovanni Aurilio, Franco Antonio Criscione e Giuseppe Russo si avvia alle battute finali dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta da Giovanni Caparco (pubblico ministero Sergio Occhionero).

Con i fondi del Comune stanziati per l’incarico, si sarebbe soddisfatto un debito privato del Criscione – questo ha dichiarato l’imprenditore D’Onofrio sentito come teste – nei confronti della sua ditta privata di sondaggi; il tutto sotto la regia dell’allora sindaco Luigi Romano. Turbativa di gara e concorso in corruzione: questo il capo d’imputazione con cui si devono confrontare gli imputati e la loro difesa rappresentata dagli avvocati Vincenzo Alesci, Enrico Monaco, Raffaele e Gaetano Crisileo, Maurizio Abbate e Giuseppe De Rosa.

Nel processo la parte civile e’ rappresentata dal legale Antonio Grillo che si e’ costituito per conto del Comune di Vitulazio. Tutto inizia dall’assegnazione dell’incarico professionale per la stesura della relazione geologica precedente alla stesura del piano PUC. Secondo la Procura, l’allora sindaco Luigi Romano, al fine di consentire l’aggiramento delle norme del Piano Triennale Anticorruzione che l’amministrazione comunale vitulatina si era data, indirizzava l’assegnazione dell’incarico professionale di 19.500 euro per la redazione della relazione geologica ad un professionista, disponibile a far in modo che il compenso fosse in parte, 12mila euro, acquisito dal geologo Criscione.

Con il tramite del sindaco e l’avallo di un altro geologo, ci si adoperava per indirizzare la gara di appalto, preselezionando i concorrenti, dettando offerte che dovevano presentare, per poi assegnare l’incarico provando a condizionare la redazione della relazione per carpire il maggior utile possibile a discapito del numero dei sondaggi da effettuare. Con i fondi comunali stanziati per l’incarico, si sarebbe soddisfatto un debito privato del Criscione nei confronti della ditta di sondaggi, sotto la guida del sindaco Romano.

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