Serie A, il Sassuolo cala il poker a Lecce e sogna l’Europa. Liverani nei guai, sesto ko

Il Sassuolo travolge e inguaia il Lecce. I salentini, alla disperata ricerca di punti salvezza, non riescono a interrompere la striscia negativa, cadendo anche al Mapei Stadium (4-2): è la sesta sconfitta consecutiva. La squadra di Liverani lotta e riagguanta i neroverdi per due volte, ma non basta: capitan Lucioni e Mancosu (rigore) rispondono a Caputo e Berardi (rigore), il Sassuolo la chiude con Boga, all'undicesimo centro stagionale e Muldur.

Foto Massimo Paolone/LaPresse

REGGIO EMILIA – Il Sassuolo travolge e inguaia il Lecce. I salentini, alla disperata ricerca di punti salvezza, non riescono a interrompere la striscia negativa, cadendo anche al Mapei Stadium (4-2): è la sesta sconfitta consecutiva. La squadra di Liverani lotta e riagguanta i neroverdi per due volte, ma non basta: capitan Lucioni e Mancosu (rigore) rispondono a Caputo e Berardi (rigore), il Sassuolo la chiude con Boga, all’undicesimo centro stagionale e Muldur. I ragazzi di De Zerbi, reduci dal colpo del Franchi, confermano di essere una macchina da gol (13 centri nelle ultime quattro gare) e l’ottimo momento di forma: i 40 punti permettono di blindare la salvezza e adesso, perché no, di fare un pensierino all’Europa. Situazione drammatica invece per il Lecce, sempre terz’ultimo a quota 25. De Zerbi si affida in avanti a Caputo, che torna dal 1′, supportato sugli esterni dal duo Berardi-Boga. A centrocampo Bourabia vince il ballottaggio con Magnanelli per un posto accanto a Locatelli. Liverani deve fare i conti con molte assenze. A trainare i salentini è Babacar, supportato da Farias e Shakov. Falco e Mancosu vanno in panchina. In difesa ritorna Lucioni.

Alla prima occasione il Sassuolo sblocca il risultato. Locatelli lancia in verticale Caputo che si infila tra Lucioni e Paz e al cospetto di Gabriel insacca con un bel pallonetto. Sono passati cinque minuti e la strada per i neroverdi si mette in discesa. Il silent check del Var convalida, a tenere in gioco il marcatore è Paz. Il Sassuolo va vicino al raddoppio con un’incornata di Ferrari su punizione, salva d’istinto Gabriel. Neroverdi in controllo, salentini che non riescono a rendersi pericolosi dalle parti di Consigli. Il Lecce riequilibra i conti poco prima della mezz’ora, al primo tentativo. Calderoni pennella il traversone sul secondo palo per il blitz di Lucioni, che batte Consigli di piatto destro (28′). La rete infonde fiducia al Lecce, ma è ancora il Sassuolo a regalare un sussulto con Berardi che scatta dall’esterno ma conclude troppo debolmente. Al rientro subito mossa di De Zerbi che richiama Traoré e mette dentro Djuricic. I neroverdi ritornano in vantaggio su rigore: Massa punisce una trattenuta di Paz ai danni di Ferrari. Berardi è impeccabile nella trasformazione (62′).

Ed è sempre un penalty, una manciata di minuti dopo, a regalare il 2-2 ai salentini: la punizione inizialmente fischiata per il tocco di Marlon su Babacar viene convertita in massima punizione. Realizza il neo entrato Mancosu, mandato in campo da Liverani apposta per la battuta: Consigli tocca ma non riesce a deviare (68′). Il Lecce inizia a cullare l’idea del colpo, ma a gelare le sue speranze ci pensa Boga: tutto nasce da un erroraccio di Tachtsidis che calcia addosso ad un compagno, palla per il francese naturalizzato ivoriano, che di mancino batte Gabriel per il 3-2 (78′). Poi Muldur chiude definitivamente i giochi cinque minuti dopo con il gol del poker: all’origine del gol il gran lavoro di Berardi che serve il terzino che dopo una finta insacca in diagonale con il sinistro. Nel finale gli ospiti provano a riaprirla con Farias, che spreca una grande occasione di testa sul traversone di Mancosu e con Barak, su servizio in area di Falco: Consigli c’è.

Di Attilio Celeghini

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