Coronavirus, record 52mila contagi in Usa ma Trump esulta. 200mila confinati in Catalogna

Gli Stati Uniti festeggiano l'Indipendence Day nel mezzo della pandemia che continua a segnare record di contagi nel Paese. I casi aumentano in almeno 37 Stati e la nazione ha toccato il nuovo picco di 51.842 infezioni in un giorno venerdì, restando sopra quota 50mila per il terzo giorno consecutivo.

(AP Photo/David J. Phillip)

TORINO – Gli Stati Uniti festeggiano l’Indipendence Day nel mezzo della pandemia che continua a segnare record di contagi nel Paese. I casi aumentano in almeno 37 Stati e la nazione ha toccato il nuovo picco di 51.842 infezioni in un giorno venerdì, restando sopra quota 50mila per il terzo giorno consecutivo. Ma mentre il presidente Donald Trump organizza comizi (venerdì al Monte Rushmore) e festeggiamenti (per l’Indipendence Day fuochi d’artificio e celebrazioni a Washington), le autorità sanitarie del Paese hanno chiesto a tutti di restare a casa e festeggiare in famiglia per evitare di alimentare ancor di più la diffusione del Covid-19. Gli statunitensi decisi a sfidare la raccomandazione troveranno in molti luoghi spiagge chiuse, divieti e pochi spettacoli pirotecnici.

Gli Stati Uniti ancora in pieno allarme

Il virus corre in molte zone, ma soprattuto a sud e sudovest. California, Arizona, Texas e Florida hanno tutti registrato record di nuovi casi in settimana, l’ultimo in Florida con 11.445 contagi in un giorno. La contea di Miami-Dade, la più popolosa dello Stato, ha chiuso di nuovo imponendo un coprifuoco notturno fino a data da destinarsi e vietato l’accesso alle spiagge. 7.555 le nuove infezioni in Texas, dove due contee hanno chiesto agli abitanti di restare in casa perché gli ospedali sono ormai pieni. In California continua il focolaio nel carcere di San Quentin, dove è contagiato il 40% dei detenuti: altri due sono morti, portando il totale a una ventina. Quasi due decine di Stati hanno ormai messo in pausa l’allentamento delle restrizioni, altri hanno imposto misure ai confini. New York, New Jersey e Connecticut hanno emesso un avviso di viaggio: chi arriva dagli otto Stati più colpiti dal virus deve rispettare una quarantena di due settimane. Tra i nuovi contagiati ci sono anche anche Donald Trump Jr., figlio del magnate, e la compagna, Kimberly Guilfoyle, attiva nella raccolta fondi a favore della sua rielezione. Eppure, Trump rivolgendosi ai cittadini per il 4 luglio ha assicurato: “Siamo stati colpiti da questa terribile piaga dalla Cina e ora siamo vicini a uscirne”, “andiamo verso una fantastica vittoria”.

Le altre parti più colpite

La pandemia non rallenta anche in altre zone del mondo. In Russia il numero dei morti ha superato quota 10mila, con oltre 674mila contagi. È il terzo bilancio più alto al mondo, dietro Usa e Brasile (+42mila casi, toccando 1.540.000 e 61mila morti), ma il tasso di mortalità è inferiore a molti altri Paesi: i funzionari russi continuano a negare che le cifre siano manipolate. Picco giornaliero di nuovi casi invece in India, con 22.771 positivi in 24 ore che portano il totale a oltre 648mila, dopo la Russia. In Europa, dopo il caso dei mattatoi in Germania, a fare notizia è la Spagna: in Catalogna è scattato il primo confinamento dalla fine dello stato d’emergenza il 21 giugno, cone 200mila persone bloccate nell’area di Segrià dopo che in 24 ore sono emersi 60 contagi, portando il totale a oltre 4mila nella contea. Gli inglesi, invece, possono tornare a frequentare pub, bar e ristoranti, tranne che a Leicester dove persiste il lockdown. Le restrinzioni, però, proseguono altrove, con aperture scaglionate nel prossimo futuro.

LaPresse

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