Serie A, la Juve fa suo il derby: ‘Dybaldo’ decisivo, il Toro crolla 4-1

Il Toro è travolto 4-1 ma salva l'onore

Foto LaPresse - Marco Alpozzi Nella foto: Cristiano Ronaldo

TORINO – La scena la rubano sempre loro, Paulo e Cristiano, anche nella stracittadina sgonfiata dall’assenza del pubblico sugli spalti ma vissuta e combattuta fino al 90′ sul campo, soprattutto dopo la prima mezzora di dominio bianconero. La Juve vince ancora, il ‘Dybaldo’ è ancora protagonista, la Lazio è di nuovo costretta a fare gli straordinari per restare in scia alla capolista. Dopo quello contro il Lecce la Vecchia Signora cala un altro poker all’Allianz Stadium nel giro di una settimana.

La coppia Ronaldo-Dybala travolge il Toro

Il Toro è travolto 4-1 ma salva l’onore. Perché, dopo una prima mezzora in apnea, i ragazzi di Longo, puniti dall’ennesima magia di Dybala e dal dardo di Cuadrado, sono stati bravi a reagire e a rientrare in partita con un rigore di Belotti sul finire del primo tempo. E a sfiorare il 2-2 nel primo quarto d’ora della ripresa. Poi è salito in cattedra CR7, alla prima – attesissima – perla su punizione. Che ha spezzato definitivamente le speranze di rimonta dei granata, crollati e puniti nel finale anche dall’autorete di Djidji.

Il Toro resta in una posizione di classifica complicata: la gara con il Brescia ora rappresenta un crocevia fondamentale per evitare di finire nelle sabbie mobili della lotta retrocessione. La Juve fa suo anche il derby e prosegue nella propria marcia verso lo scudetto. Le uniche notizie negative per Sarri arrivano dai due ‘gialli’ pesanti rimediati da de Ligt e Dybala, entrambi diffidati e costretti a saltare il prossimo impegno con il Milan.

La Joya apre i giochi

Sarri non ritocca ‘quasi’ nulla – in quel quasi c’è l’inserimento di Buffon che scavalca Maldini e diventa il giocatore con più presenze in Serie A (648) – rispetto alla trasferta di Genova e il motivo è presto detto. La Juve è un’orchestra che migliora prova dopo prova. E Paulo Dybala ne è il suo direttore. La Joya aggiunge un’altra perla alla sua recente collezione firmando subito in avvio il quinto gol di fila in campionato con una serpentina in area che manda al bar prima Lyanco e poi Izzo. L’immediata vantaggio bianconero demoralizza il Toro che sembra incapace di reagire.

I padroni di casa palleggiano bene, si appoggiano a Dybala che fa ripartire l’azione e crea superiorità numerica, e sfiorano il bis prima con un colpo di testa di Bentancur poi con un’iniziativa personale di Ronaldo, seguita da una pretenziosa rovesciata di Bernardeschi. I granata col passare dei minuti provano ad alzare li baricentro ma il ‘Dybaldo’ negli spazi va a nozze: la Joya apre il campo per il contropiede, Ronaldo ricama per la freccia Cuadrado, che si ‘beve’ il malcapitato Lyanco e trafigge Sirigu.

Derby alla Juve

Derby chiuso? Non esattamente, perché Verdi subito dopo il 2-0 suona immediatamente la carica facendo entrare in partita anche Buffon, che ci mette la manona e salva i bianconeri alla prima vera opportunità dell’undici di Longo. L’ex fantasista del Napoli è il più ispirato tra i suoi e sul crepuscolo del primo tempo da un suo tiro, respinto da un braccio garibaldino di de Ligt, il Toro resta aggrappato alla partita: Belotti infatti è infallibile dal dischetto e si presenta all’intervallo sotto di un solo gol.

Il penalty trasformato in extremis riempie d’ardore il cuore dei granata in avvio di ripresa, momento in cui il Toro sembra poter cambiare la storia del match: Berenguer al 5′ impegna Buffon, che non trattiene e innesca una rocambolesca che porta al gol di Verdi, annullato però per fuorigioco. Sarri avverte e il pericolo e dà inizio alla girandola dei cambi, con Matuidi a dare corsa ed energia e Douglas Costa a far male in campo aperto. Ma per fortuna della Vecchia Signora ci pensa CR7, al primo sigillo su punizione da quando ha spostato la sua corte a Torino, a calare il tris e a chiudere la contesa prima del poker definitivo maturato grazie all’autorete di Djidji.

(LaPresse/di Alberto Zanello)

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