Coronavirus, casi e morti in calo. Ma Speranza avverte: “Stretta su chi rifiuta le cure”

Intanto sono otto le regioni con zero nuovi malati in 24 ore, a cui si aggiunge la Provincia autonoma di Trento

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Roberto Speranza

MILANO – Calano i contagi di coronavirus e i morti in Italia, anche se diminuiscono pure i tamponi, ma è allerta per i focolai distribuiti da Nord a Sud. E su chi rifiuta le cure, come accaduto in provincia di Vicenza, ad un imprenditore 64enne, contagiato in Serbia e ora in condizioni gravi ma stabili in ospedale, a cui sono legati altri cinque casi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, non transige: “È un comportamento inaccettabile. Su questo è giusto essere durissimi. Sto valutando con il mio ufficio legislativo l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa”. L’andamento dell’epidemia fa tirare, intanto, un sospiro di sollievo, perché sono 192 i nuovi casi di coronavirus in Italia, in discesa dopo cinque giorni consecutivi di aumenti, con il totale che sale a 241.611. A fronte di 37.642 tamponi, molti meno dei 52.011 di ieri.

L’andamento dell’epidemia

E sono sei i pazienti contagiati morti, 34.861 dall’inizio dell’emergenza. Il dato più basso dal 29 giugno scorso, quando i deceduti sono stati sei. Le uniche regioni che segnalano vittime sono l’Emilia-Romagna, con una persona che ha perso la vita, e la Lombardia (6) dove si contano anche 98 nuovi casi. “I ‘protocolli anti-Covid’ hanno permesso di soffocare 6 focolai prima ancora che si propagassero 1.500 tamponi eseguiti, 70 persone positive di cui 58 residenti sul territorio lombardo, 54 in provincia di Mantova e 4 in provincia di Cremona”, assicura l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Comunque, sono otto le regioni con zero nuovi malati in 24 ore, a cui si aggiunge la Provincia autonoma di Trento. Quasi tutto ‘Covid-free’ per oggi il Sud, con Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata in cui non si segnalano contagi. L’elenco si completa con Umbria, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. Poi si contano 164 guariti in 24 ore, ma leggero aumento per ricoverati con sintomi (945 contro i 940 di ieri) e pazienti in terapia intensiva (74, +3).

Il virus circola ancora

Sta di fatto che Speranza mette in guardia: “Il virus circola ancora. Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Lavoriamo ogni giorno perché non si torni mai più al livello di sofferenza di marzo. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza”. Vietato abbassare la guardia, tanto che il titolare della Salute confessa: “Ho il terrore di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown”. Mentre, a proposito del rientro in aula dopo l’estate, ecco la ‘ricetta’ di Speranza: “Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante”.

(LaPresse/di Luca Rossi)

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