Papa: “Bene la risoluzione dell’Onu sul cessate il fuoco, passo coraggioso per futuro pace”

"Un primo passo coraggioso per un futuro di pace". Così Papa Francesco, dopo aver recitato l'Angelus dalla finestra del palazzo Apostolico in piazza S.Pietro, definisce la risoluzione adottata nei giorni scorsi dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per contrastare le conseguenze del Covid.

(Angelo Carconi/Pool Photo via AP)

ROMA – “Un primo passo coraggioso per un futuro di pace”. Così Papa Francesco, dopo aver recitato l’Angelus dalla finestra del palazzo Apostolico in piazza S.Pietro, definisce la risoluzione adottata nei giorni scorsi dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per contrastare le conseguenze del Covid. “È lodevole la richiesta di un cessate-il-fuoco globale e immediato, che permetterebbe la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l’assistenza umanitaria così urgentemente necessaria”, sottolinea il Santo Padre, che auspica che tale decisione “venga attuata effettivamente e tempestivamente per il bene di tante persone che stanno soffrendo”.

Nel corso della Catechesi, invece, Francesco si concentra anche sulla “vera saggezza”. Gesù loda il Padre, dice, “perché ha tenuto nascosti i segreti del suo Regno, della sua verità, ‘ai sapienti e ai dotti’. Li chiama così con un velo di ironia, perché presumono di essere saggi, sapienti, e dunque hanno il cuore chiuso, tante volte. La vera saggezza viene anche dal cuore, non è soltanto capire idee: la vera saggezza entra anche nel cuore. E se tu sai tante cose ma hai il cuore chiuso, tu non sei saggio”, sottolinea.

Cristo ‘mite e umile’, invece, “non è un modello per i rassegnati né semplicemente una vittima, ma è l’Uomo che vive ‘di cuore’ questa condizione in piena trasparenza all’amore del Padre”, ragiona Bergoglio. Il ‘ristoro’ che Gesù offre agli affaticati e oppressi “non è un sollievo soltanto psicologico o un’elemosina elargita, ma la gioia dei poveri di essere evangelizzati e costruttori della nuova umanità”. È un messaggio per tutti gli uomini di buona volontà, che Gesù rivolge ancora oggi “in un mondo – sottolinea il Papa – che esalta chi si fa ricco e potente. Quante volte diciamo ‘vorrei essere come quello lì,  che ha tutto’. Il mondo esalta il ricco e potente non importa con quali mezzi, e a volte – è la consapevolezza del Santo Padre – calpesta la persona umana e la sua dignità”.

Prima di augurare, come di consueto, ‘buon pranzo’ a tutti i fedeli,  il Papa ha rivolto un pensiero ai fedeli polacchi per benedire il grande pellegrinaggio della famiglia di Radio Maria al Santuario di Czestochowa, che si terrà sabato prossimo, nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II.

LaPresse

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