Piano di rilancio, dibattito aperto nel governo: il nodo è il fisco

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse Nella foto: Roberto Gualtieri

ROMA – “Il Governo è intervenuto in questi mesi per contrastare i devastanti effetti economici dell’epidemia di Covid-19. E ora non vi è tempo da perdere per evitare una fase di depressione economica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, illustrando le linee del piano per risollevare l’Italia dal baratro in cui è piombato per la pandemia: “Modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale e territoriale e parità di genere”, oltre ad una “riforma complessiva del fisco, anche imposte indirette. Controlli contro evasione, ma nessun condono”. Le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio”.

L’appuntamento

Il Piano dovrebbe essere discusso nel prossimo Consiglio dei ministri. “Con la riforma – ha aggiunto il ministro – saranno anche razionalizzate le spese fiscali e, in particolare, saranno rivisti i sussidi ambientalmente dannosi”.

Alleggerimento della pressione fiscale

All’interno della bozza anche un piano per l’alleggerimento della pressione fiscale una delle “componenti più importanti del programma di Governo”. E  “dopo il taglio del cuneo partito da luglio, il governo sta lavorando a una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta per “disegnare un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”. 

Nessun condono

“La riduzione del tax gap – si legge nella bozza – è obiettivo prioritario che sarà perseguito con il miglioramento della qualità dei controlli per impedire che i contribuenti fruiscano indebitamente agli aiuti anti-Covid” grazie anche al “rafforzamento dell’efficacia della riscossione” e alla “compliance volontaria ma è confermata la determinazione a non prevedere nuovi condoni che, generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l’efficacia della riscossione delle imposte”.

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