Coronavirus, ‘fuga’ dei presidi dal Nord, Arcuri vigilerà anche sulle scuole

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse Nella foto Domenico Arcuri

MILANO – La paura di una violenta ripresa dell’epidemia in autunno e il rischio di incappare in un nuovo lockdown spingono tanti presidi a rinunciare ai loro incarichi nel Nord Italia. Anche questo è uno degli effetti, inattesi, del covid-19. “L’aumento di stipendio non vale il rischio disagio”, dicono i dirigenti scolastici. Per questi timori, spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, “i neo assunti stanno rinunciando all’incarico al Nord perché troppo lontani da casa non riuscendo ad ottenere l’avvicinamento”.

“Dopo un primo anno attraversato dai problemi di organizzazione per il Covid e il lockdown – spiega Giannelli – ora non vogliono rischiare un altro blocco da soli, lontani dalla famiglia. Si tratta soprattutto di quei docenti del Sud che hanno vinto il concorso e sono stati messi in ruolo a settembre 2019, magari al Nord lontano dalla propria residenza: per loro l’aumento di stipendio non vale il rischio del disagio. Il risultato è una perdita di risorse”.

La fuga dei presidi sembra andare di pari passo con la necessità di trovare nuovi spazi. “Servono decine di migliaia di locali in tutta Italia, sottolinea Giannelli, e calcolando che, secondo quanto riferito dal ministro, gli studenti che faranno lezione fuori dalle aule sono il 15%, circa 1 milione e 200mila, resteranno fuori 40mila classi. L’idea di collocare i ragazzi anche in locali nell’ambito dei beni confiscati alla mafia è bella, ma qui servono davvero tante strutture”. E l’auspicio è che sia gli insegnanti che gli studenti vengano sottoposti ai test sierologici prima di tornare in classe.

I timori dei dirigenti scolastici sembrano trovare conferma nell’andamento del contagio. Se il numero dei nuovi casi scende – nelle ultime 24 ore in tutta Italia sono stati 138 – la maggior parte – ben 53 – sono ancora concentrati in Lombardia. Allarmanti anche i dati di città come Bergamo e Brescia, dove i nuovi contagiati sono in aumento. Ben 31 i nuovi casi in Emilia Romagna, 14 in Veneto e 5 in Piemonte. Sette le regioni dove non si sono registrati nuovi casi nelle ultime 24 ore, prevalentemente al centro Sud.

A vigilare sul ritorno a scuola dei ragazzi ci penserà il super commissario Domenico Arcuri. Sarà suo il compito di garantire la fornitura di gel, mascherine e “ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali”. Lo prevede una norma contenuta nella bozza del decreto Semplificazioni che dovrebbe essere confermata nel testo finale. Il commissario potrà provvedere “nel limite delle risorse assegnate allo scopo con delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali” e può procedere subito all’affidamento di contratti, senza aspettare il trasferimento dei fondi alla contabilità speciale. (LaPresse)

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