Fare lo Sceriffo non paga, De Luca non piace più

E’ avanti nei sondaggi per assenza di avversari

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Vincenzo De Luca

NAPOLI – Fare lo Sceriffo non paga. Tra i governatori italiani Vincenzo De Luca è solo all’undicesimo posto tra quelli più popolari. Una debacle se si considera il presenzialismo mediatico e social del Presidente della Regione Campania, che sicuramente si aspettava di essere la star indiscussa tra i cittadini dopo l’emergenza Covid-19. Invece è il leghista Luca Zaia, governatore del Veneto, il più popolare di tutti. In generale, nella gestione dell’epidemia vanno malissimo i giallorossi e bene il centrodestra: l’indice di gradimento degli amministratori del Pd e del M5S è sotto zero.

Debacle Pd. Regionali a rischio

E’ questa la fotografia del sondaggio ‘governance poll’ commissionato dal Sole 24 Ore: agli intervistati, un campione di 1.000 elettori per ogni regione o Comune, è stato chiesto se, in caso di elezioni oggi, voterebbero a favore o contro il governatore o il sindaco in carica. Tra i più popolari spiccano quattro governatori del centrodestra: dopo Zaia (70%), in cima alla classifica ci sono infatti il leghista Massimiliano Fedriga del Friuli-Venezia Giulia (59,8%), la leghista Donatella Tesei dell’Umbria (57,5%) e la forzista Jole Santelli della Calabria (57,5%). Il primo governatore del centrosinistra in lista è il dem Stefano Bonaccini dell’Emilia-Romagna (54%), al quinto posto in classifica. In netta discesa Michele Emiliano (Pd) in Puglia, male anche Attilio Fontana (Lega) in Lombardia, al 13esimo posto con un secco -4,4%. Ma è l’ultimo posto quello politicamente più rilevante: c’è infatti Nicola Zingaretti. Il segretario nazionale del Pd, nel ‘suo’ Lazio, ha una popolarità di appena il 31%, 40 punti in meno di Zaia.

Giù De Luca, lo Sceriffo non piace

Delusione per De Luca. Il governatore in tre mesi d’epidemia è stato citato dalla modella Naomi Campbell, le vignette su di lui impazzavano sul web, i suoi profili social hanno raggiunto share da leader internazionale. I sondaggi, tra l’altro, lo danno avanti alle Regionali. “Il gradimento dei cittadini non combacia automaticamente con le percentuali elettorali. Il ‘merito’ di De Luca, in sostanza, è nel non avere alternative valide. Non ha avversari temibili. Il Movimento viene da due cambi radicali di governo, è in calo costante. Ripresenta una candidato già sconfitta da De Luca, la Ciarambino. Dal punto di vista digitale, sono in decrescita. Lo stesso vale per Stefano Caldoro. Non entro in questioni politiche, ma da un punto di vista digitale il forzista è indietro, su di lui poi pesano le vicissitudini del centrodestra”, spiega a Cronache Pasquale Incarnato, Ceo di PolitiDO, società di Marketing politico. “Al Sud – prosegue – ci sono tanti problemi, spesso gli indici di gradimento bocciano le amministrazioni in carica perché si confrontano i governi con le proprie aspettative. Il momento del voto invece è una scelta tra una numero chiuso di alternative”. E’ evidente che la gestione del Covid taragata De Luca non ha particolarmente infiammato i campani. “Appare chiaro che per Bonaccini e Zaia abbia influito l’ottima gestione dell’emergenza. Loro amministrano territori colpiti dal Coronavirus, De Luca no. Vale anche per Fontana, ma in negativo”.

Zingaretti ultimo, imbarazzo dem

Per quanto riguarda invece il calo del segretario Pd, Incarnato offre molti spunti di riflessione: “La comunicazione social del Partito democratico lascia a desiderare. C’è stato sì un cambiamento negli ultimi mesi, ma in negativo. Troppe gaffe. Zingaretti poi è stato oscurato da Conte e Bonaccini. E’ un dato che combacia con i sondaggi. Il Pd regge ma non sfonda mai”. Infine, c’è il calo del Movimento. “In due anni si sono alleati prima con la Lega e poi con il Pd. Conte li ha completamente oscurati, Roma è amministrata malissimo. Sui social non sono più egemoni. Non c’è bisogno d’aggiungere altro”.

Bocciatura per Raggi, Appendino e DeMa

Tra i sindaci è una debacle per Luigi De Magistris. Il primo cittadino di Napoli infatti occupa il posto numero 100 con appena 24 punti. Vanno malissimo le due sindache grilline. Quella di Torino, Chiara Appendino, al 97esimo posto con il -10,9% rispetto al giorno dell’elezione. Penultimo posto per Virginia Raggi, che ha perso addirittura il 29% del gradimento di Roma e dei romani. A tenere alto il morale in casa Pd, oltre a Bonaccini, c’è il sindaco di Firenze Dario Nardella, al 34esimo posto ma in netta risalita.

Doppio dualismo nel Pd e nella Lega

Bonaccini contro Zingaretti e Zaia contro Salvini? E’ presto per dirlo. Ma l’indice di gradimento potrebbe dare il via ad un vero e proprio terremoto politico interno ai due partiti. La popolarità di Zaia non è relegata al solo Veneto, così come quella di Bonaccini non si ferma ai confini emiliani. Non è escluso che nasca un doppio dualismo interno alla Lega ed al Pd. Rischia più di tutti Zingaretti. Le Regionali d’autunno potrebbero vedere il centrodestra trionfare in tante (troppe) Regioni. Lo scarso mordente del segretario nazionale, unito ad una sconfitta bruciante in autunno, potrebbero aprire ad una crisi senza precedenti e portare, a quel punto inevitabilmente, ad un nuovo congresso.

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