Governo, passa il ‘Decreto semplificazioni’

Arriva nella notte l’ok a quella che Conte ha definito “la madre di tutte le riforme"

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse in foto Giuseppe Conte

ROMA – Passa il ‘Decreto semplificazioni’. Durante la seduta protrattasi fino alle ore piccole del mattino sono stati snocciolati punto per punto i 50 articoli del documento. Poi l’ok a quella che Conte ha definito “la madre di tutte le riforme”, che verrà presentata ai partner europei nei contatti in vista del Consiglio Ue sul Recovery fund.

Si all’accordo, salvo intese

Molti i nodi da sciogliere che hanno fatto prolungare la seduta fino a tarda notte, come le deroghe alle norme sugli appalti e sulle opere pubbliche da affidare a commissari, l’abuso d’ufficio e l’interoperabilità dei dati. Alla fine sembra prevalere l’ottimismo, salvo intese su certi aspetti meramente tecnici.

Difatti la discussione “sulle opere da sbloccare sembra destinata a tenere ancora banco, anche perché l’elenco – che dovrebbe includere tra le 40 e le 50 opere – non entra nel testo del decreto e ci sarà comunque tempo fino a fine anno per nominare i commissari”.

Trovato accordo sul Durc

C’è l’ok sul Durc, fatta salvo la “la norma che aumentava le percentuali di subappalti”, così come arriva l’intesa anche sul reato di abuso d’ufficio. “Oggi incorre nell’abuso d’ufficio chi si procuri un vantaggio violando “norme di legge o di regolamento. Con la nuova modifica sarà punibile chi violi “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità”.

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