Serie A, Lazio cade anche a Lecce: lo scudetto si allontana

Foto Donato Fasano / LaPresse Nella foto: Lucioni festeggia dopo il gol 2-1

TORINO – Il sogno scudetto della Lazio si infrange in via del Mare. I biancocelesti, tramortiti dopo il ko interno contro il Milan, cadono anche a Lecce e vedono sempre più lontana, ormai quasi un punto irraggiungibile, la Juventus. Dopo aver vinto tante battaglie in rimonta, questa volta è la squadra di Inzaghi a subire il ritorno dell’avversario: i salentini cancellano il regalo iniziale di Gabriel a Caicedo con l’uno-due firmato Babacar e Lucioni, che in avvio di ripresa segna il gol vittoria che vale tre punti pesantissimi non solo per la lotta in vetta ma anche per la salvezza. I giallorossi infatti escono dalla zona retrocessione e mettono pressione alle altre rivali, da Genoa e Toro fino a Udinese e Sampdoria, tutte risucchiate nella bagarre per evitare la Serie B dopo l’impresa dei pugliesi.

La Lazio paga i tanti infortuni, la rosa troppo corta nel momento clou della stagione e un crollo fisco e mentale. Lo dimostra l’espulsione nel finale di Patric, dopo un morso a Donati a palla lontana, così come la prova opaca di due dei suoi uomini simbolo. Ciro Immobile, impreciso davanti, e Francesco Acerbi, sorpreso su entrambi i gol del Lecce.

Le emozioni non mancano fin dai primissimi minuti

Il Lecce passa dal possibile vantaggio al dover inseguire da subito. Mancosu pesca il jolly da fuori area, ma l’entusiasmo dei pugliesi si smorza pochi secondi dopo, quando Maresca si presenta al Var e annulla la rete per un controllo con il braccio in avvio di azione. Non basta: al 5′ Gabriel commette una leggerezza in disimpegno, respinge il tiro di Parolo ma nulla può sulla conclusione di Caicedo, che arriva a rimorchio e sblocca il risultato. La Lazio ha recuperato la sua coppia d’attacco più prolifica ma ha perso in mezzo al campo Milinkovic-Savic, non al meglio dopo la batosta rimediata contro il Milan. La girandola di emozioni che ha colpito il Lecce demolirebbe chiunque ma non i ragazzi di Liverani. Che nonostante il gol preso a freddo iniziano a occupare insistentemente la metà campo biancoceleste.

La Lazio sembra stanca, sfiora il raddoppio con Immobile (Gabriel si riscatta in uscita), ma alla mezzora incassa il pari con un preciso colpo di testa di Babacar sul cross di Falco. Dopo l’1-1 i salentini riprendono fiato, gli ospiti ne approfittano per rimettere il naso fuori e per poco Caicedo, di testa, non firma la doppietta. Il Lecce, a caccia di punti salvezza, gioca senza alcun timore al cospetto della seconda forza del campionato e risponde colpo su colpo. Come al 47′, quando Calderoni scende sulla sinistra e fa partire un traversone che Patric respinge con il braccio. Dopo un lungo controllo al Var Maresca concede il penalty ma la lunga attesa gioca un brutto scherzo a Mancosu, che spara in curva graziando la truppa di Simone Inzaghi.

Nella ripresa Inzaghi mescola subito le carte in tavola con tre cambi

C’è anche Milinkovic, necessario per dare maggiore fisicità a una squadra apparsa troppo molle e stanca nella prima frazione. Prima che la Lazio possa cambiar pelle però viene trafitta ancora una volta dal Lecce, che mette la freccia con l’incornata di Lucioni che vale il sorpasso. A quel punto gli ospiti, con le spalle al muro, si riversano nell’area di rigore protetta da Gabriel. Luis Alberto ci prova da fuori, Luiz Felipe manda di poco alto di testa, l’ultimo entrato Adekanye spara addosso al portiere da due passi. Il Lecce si chiude inevitabilmente ma quando si tratta di colpire in contropiede non è rinunciatario. Tocca così a Strakosha con un super intervento sulla zampata di Mancosu, servito da Farias, tenere a galla i suoi.

Nel finale, con un interminabile recupero, saltano i nervi a Patric, espulso per un morso a Donati. Ma i biancocelesti riescono comunque a creare la palla gol del pareggio: solo Gabriel con un intervento prodigioso evita il 2-2 sul colpo di testa di Milinkovic. Game over Lazio, rinascita Lecce. La svolta alla stagione, in testa e in coda, arriva da Via del Mare. (LaPresse)

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