Calcio, il Napoli passa a Marassi con Mertens e Lozano. Il Genoa ora trema

Foto Tano Pecoraro / LaPresse Nella foto: Mertens Dries esulta dopo il gol del 0-1

Il Napoli marcia spedito, conquista con personalità tre punti a Marassi contro il Genoa battuto 2-1 e si afferma come quinta forza del campionato alla spalle di Juve, Lazio, Inter e Atalanta scavalcando il Milan a 51 punti. Un successo che mette nei guai il Grifone che resta inchiodato al terz’ultimo posto dopo essere stato scavalcato ieri dal Lecce. La squadra di Gattuso ha dominato il gioco soprattutto nel primo tempo trovando il vantaggio sul finire del primo tempo con Mertens su passaggio di un sempre brillante Insigne.

Nella ripresa ha pagato una disattenzione difensiva che ha rimesso in corsa il Genoa con Goldaniga ma dopo una decina di minuti di smarrimento i partenopei trovano la rete decisiva con il messicano Lozano, in rete a pochi minuti dal suo ingresso in campo. Nel finale decisivo Meret in almeno un paio di occasioni. Al Genoa non è bastata la generosità e la determinazione espressa soprattutto nel finale. La doppia rimonta a Brescia e Udine stavolta non è riuscita. Serviva almeno un punto per appaiarsi al Lecce e adesso la classifica si fa sempre più pericolante.

In avvio due sono le novità per Gattuso che, dopo la vittoria interna con la Roma, schiera titolari Maksimovic (centrale difensivo con Manolas) e Lobotka in mezzo al campo con Elmas e Fabio Ruiz mentre in attacco oltre a Mertens e Insigne c’è Politano che vince il ballottaggio con Callejon. Nicola cambia in difesa (Zapata dal primo minuto) e in attacco (spazio al duo Sanabria-Pinamonti).

Squadre molte aggressive in avvio con il Napoli che spinge con tante combinazioni soprattutto sulla destra e va in rete subito al 6′ con Elmas. Dopo circa quattro minuti di valutazione da parte del Var, l’arbitro Mariani però annulla per un fallo di mano impercettibile di Manolas. La squadra di Gattuso non cambia comunque lo spartito e insiste chiudendo nella metà campo il Genoa costretto a giocare in apnea e a difendere con tutti i suoi elementi.

Al 21′ nuovo squillo partenopeo

Un’azione articolata porta a conclusione da dentro l’area Mertens su assist di Elmas ma il tiro piazzato del belga risulta troppo centrale. Ci prova poco dopo anche Politano ma Biraschi interviene in area anticipando l’attaccante. Il Napoli non molla, e mette sempre più alle corde il Grifone che fatica ad uscire dalla fitta rete di passaggi di centrocampisti di Gattuso. Al 30′ ennesimo inserimento di Elmas, Mertens sferra un destro velenoso ma Perin si supera. Il Genoa sembra reggere però l’urto e cerca lentamente di uscire e farsi pericolosa e al primo vero affondo sfiora il gol con Cassata che calcia al volo su sponda di Sanabria.

Meret deve distendersi e chiedere l’aiuto del palo per salvare la porta. Ma è solo un guizzo quello rossoblù. Il Napoli si conferma la squadra di A che fa maggiore possesso palla e legittima la superiorità nei minuti di recupero del primo tempo: ci pensa ancora ui Mertens servito da Insigne al limite dell’area. Il belga, all’ottavo gol stagionale in A, piazza il pallone nell’angolino basso e per Perin stavolta non c’è possibilità di replica.

Nella ripresa il Napoli riparte ma spegne la corrente, si concede vuoti improvvisi di concentrazione e una disattenzione difensiva nei primi minuti costa subito cara rimettendo in corsa il Genoa: su corner Goldaniga salta più in alto di tutti e fa centro. Il Grifone appare rigenerato, trova maggiore fiducia obbligando la squadra di Gattuso a ricaricarsi in fretta e ritrovare il gioco del primo tempo. Dopo un’ora il tecnico dei partenopei cambia gli attaccanti, inserisce Milik e Lozano (per far rifiatara Mertens e Politano) e il messicano mette subito l’impronta sul match: con uno scatto bruciante, su lancio dalle retrovie di Fabian Ruiz, lascia sul posto Biraschi e al 66′ infila Perin rimettendo sul binario giusto il Napoli che adesso deve rispondere agli assalti finali provando a congelare il gioco di rossoblù che puntano anche sulla carte dell’ex Pandev. Il Grifone insiste ma non graffia. (LaPresse)

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