Il ponte Morandi ai Benetton: l’ultimo tradimento dei Grillini

(From L) Founder of the Five Star Movement (M5S), Italian comedian and political activist Beppe Grillo, M5S prominent figure, Italian entrepreneur and political activist Davide Casaleggio and Head of M5S, Italyís Labor and Industry Minister and deputy PM Luigi Di Maio acknowledge applause at the end of a convention of the governing coalition's populist movement on October 21, 2018 in Rome. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

E’ solo l’ultimo degli innumerevoli atti di tradimento perpetrati dal Movimento 5 Stelle nei confronti del proprio elettorato. I Benetton si riprenderanno il ponte di Genova, una volta che sarà completato. La ricca famiglia di imprenditori resta salda al timone di Autostrade attraverso la società Altantia, con buona pace delle famiglie delle 43 vittime del crollo avvenuto il 14 agosto del 2018. Continueranno a incassare il pedaggio pagato da chi percorre quel viadotto maledetto.

Anche i 5 Stelle “tengono famiglia”: quella dei Benetton

La famiglia di imprenditori trevigiani (che per arrotondare gestisce anche la catena Autogrill) finì al centro di polemiche infinite, due anni fa, in seguito alla tragedia. Il Paese sconvolto da quella strage annunciata ed evitabile chiedeva una sola cosa: la destituzione di chi era responsabile della manutenzione del ponte. Il Movimento 5 Stelle, per voce dell’allora capo politico Luigi Di Maio e del “padre nobile” Beppe Grillo, promise che la concessione ai Benetton sarebbe stata revocata.

Anni di recite sulla revoca, poi la beffa finale

In pochi credettero davvero che almeno quella promessa sarebbe stata mantenuta. Già ai funerali delle vittime la tensione era alle stelle. Poi, l’anno scorso, quando il premier Giuseppe Conte intervenne alla commemorazione della strage, piovvero nuove polemiche sui grillini, che però continuavano a insistere: la revoca della concessione è solo questione di tempo. Ora sono trascorsi quasi due anni dal crollo. E la conferma della concessione ai Benetton fa infuriare anche i due o tre seguaci “superstiti” della creatura di Gianroberto Casaleggio.

Nel decreto semplificazioni pure la “sorpresa” Tav

Non è l’unica novità, purtroppo. Nel decreto semplificazioni c’è un’altra amara sorpresa per chi ha votato 5 Stelle: la conferma del completamento dei lavori per la Tav. Chi si opponeva alla realizzazione dell’opera aveva sperato che con i grillini al governo qualcosa sarebbe cambiato. Così i No Vax. Così i cittadini di Taranto per l’inquinamento prodotto dall’Ilva. Così chi aveva creduto alla storia del Parlamento aperto “come una scatoletta di tonno”.

Tutte le balle di Grillo e soci

Così chi aveva creduto che avrebbero espulso gli indagati, che avrebbero restituito i compensi e che non si sarebbero mai alleati con un partito politico. Anche il Reddito di Cittadinanza è diventato esattamente quello che i grillini affermavano che non sarebbe mai stato: una pioggia di quattrini per chi resta sul divano di casa ad aspettare che il lavoro gli cada tra le braccia. Un fallimento dietro l’altro, mai una ammissione di responsabilità.

La nuova casta (peggio di quella vecchia)

Dopo aver prosperato con la Lega di Matteo Salvini, i “portavoce” governano a braccetto con il Pd. Con chi (parole loro) “fa l’elettroshock ai bambini per toglierli alle loro famiglie” (Luigi Di Maio, allora capo politico), con chi “è responsabile della rovina del nostro Paese” (Alessandro Di Battista), con il “PiddimenoElle” (Beppe Grillo). Arroccati nella torre d’avorio, incollati alle poltrone, consapevoli del fatto che, come Grillo diceva degli altri, “sono già morti”, si godono i lussi e i privilegi della Casta che avevano promesso di combattere. Finché dura. E c’è da scommettere che durerà fino all’ultimo giorno utile.

Il mercato delle vacche

E intanto, la paura di dover trovare un lavoro ha già prodotto gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Il mercato delle vacche. Il recinto si è aperto con uno schianto e chi può abbandona Grillo e soci per cercare una nuova collocazione. Una qualsiasi. Nella speranza di conquistare un biglietto per la prossima crociera in Transatlantico.

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