Coronavirus, contromisure in arrivo: divieto di ingresso da 13 Paesi

Il divieto disposto da Speranza riguarda quelle persone che negli ultimi quattordici giorni hanno soggiornato o sono transitate in Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù o Repubblica Dominicana

Foto Alfredo Falcone/LaPresse

ROMA – L’Italia dispone contromisure: divieto di ingresso da 13 Paesi. Con il numero dei contagi in crescita, ieri ben 229 altri nuovi casi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha disposto “il divieto di ingresso in Italia per chi arriva da Paesi a rischio”. E ha poi aggiunto: “Non possiamo permettere contagiati dall’estero”.

Conte: “Costretti al blocco”

Sulla stessa linea del Ministro della Salute anche il premier Giuseppe Conte: “Costretti al blocco, chiediamo responsabilità. L’altro giorno – ha aggiunto – siamo stati costretti a sospendere per una settimana i voli dal Bangladesh. Chiediamo anche responsabilità e attenzione degli altri Paesi. Non possiamo permetterci di subire delle nuove ondate del virus per disattenzione altrui”.

Il monitoraggio

“Abbiamo preparato un piano di monitoraggio del contagio molto sofisticato tra le varie Regioni. Non possiamo permettere che dai Paesi stranieri arrivino persone positive e non monitorate. Per i Paesi che stanno fuori dall’Ue abbiamo previsto una serie di restrizioni. Per esempio, siamo stati costretti a sospendere i voli dal Bangladesh”.

Preparati alla seconda ondata

“Siamo preparati anche per eventuali nuove ondate – ha specificato Conte – Siamo preparati ad affrontare questa nuova fase con tranquillità, responsabilità, fiducia ma dobbiamo mantenere alta l’attenzione”. Sulla possibilità di una seconda ondata, Conte ha quindi spiegato: “L’importante è essere preparati e noi lo siamo. Siamo certi”.

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