L’intervista. Cesa: “Noi non siamo come i De Mita, non facciamo alleanze a convenienza”

“Mocerino verso De Luca? Confido nella sua coerenza”

NAPOLI – Le Regionali sono sempre state vinte o perse grazie alla presenza, o all’assenza, in coalizione dei moderati. Abituati a fare da ago della bilancia, alle elezioni di settembre una parte (quella che fa capo ai De Mita) sosterrà il candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca, l’altra il candidato di centrodestra Stefano Caldoro. Tra questi l’Udc di Lorenzo Cesa, che con Cronache fa il punto della situazione.

Siete con Caldoro come cinque anni fa. Cosa la spinge a pensare che stavolta il risultato sarà diverso?

L’Udc è convintamente schierata nel campo del centrodestra su tutto il territorio nazionale. Il nostro partito, a differenza di altri, non sceglie le alleanze in base alle convenienze, ma nel rispetto di un linea politico-programmatica chiara e condivisa. Riteniamo, inoltre, che il progetto del centrodestra, ed insisto sul concetto di “Centro-destra”, per la Campania sia quello che più risponde ai bisogni dei cittadini di quella Regione; così come riteniamo che il candidato Caldoro sia la persona più adatta per gestire una realtà complessa come quella campana, che non può essere governata con, sia pur divertenti, macchiette da avanspettacolo. Per ciò che, infine riguarda le “previsioni” sul risultato, come ho appena detto, le nostre scelte non si basano sulla convenienza del momento.

Però nel centrodestra ci sono evidenti spaccature, penso alla Lega e al veto sui Cesaro…

Non siamo abituati a guardare in casa d’altri. E, a differenza di altri, siamo coerenti e garantisti. Sempre, non solo quando è coinvolto qualcuno dei nostri. Ogni forza politica farà le proprie scelte. E ne risponderà agli elettori perché, per fortuna, nelle elezioni amministrative c’è ancora il voto di preferenza, elemento di moralità, prima ancora di rappresentatività, che noi vorremmo vedere ripristinato anche alle elezioni politiche.

Perché i cittadini dovrebbero preferire i moderati di Cesa e Rotondi a quelli di De Mita?

Perché, con tutto il rispetto per la “storia” personale del presidente De Mita e di altri amici che hanno percorso con noi un lungo tratto di strada e di vita personale e politica, riteniamo che l’opzione populista-qualunquista rappresentata dal governo regionale campano, e dalla maggioranza che, si fa per dire, “regge” il governo nazionale, non sia quella giusta per far ripartire il Paese. Che, e lo dico anche ad alcuni alleati, ha bisogno di una “operazione verità”.

Cosa vi ha impedito di riunirvi sotto la stessa ‘bandiera’?

Il sistema maggioritario, lo sciagurato sistema maggioritario, con l’aggiunta di assurdi sbarramenti, (il 5% equivale in teoria ad oltre 2,5 milioni di voti) ci costringe a stare “di qua” o “di là. E’ la ragione per cui noi democristiani, anche quando ne avremmo avuto la convenienza, ci siamo sempre rifiutati di pensare ad una legge elettorale che potesse mortificare le minoranze. Se, come pare, si tornerà ad un sistema elettorale proporzionale, e con le preferenze, le nostre strade, le strade dei democratico-cristiani e dei liberaldemocratici non potranno non tornare ad incontrasi.

Si vocifera di un cambio al vertice del partito campano considerata la posizione poco chiara del consigliere regionale uscente e commissario regionale Mocerino.

Se il consigliere Mocerino, cui mi lega, e continuerà a legarmi, un cordiale rapporto di stima e di amicizia prenderà una strada diversa da quella intrapresa dal partito in tutta Italia, ne dovremo, con rammarico, prendere atto. Ed agire di conseguenza. Ma confidiamo nella sua coerenza con le scelte di cinque anni fa.

Cinque anni fa eleggeste due consiglieri, che però sono con De Luca. Adesso a che risultato puntate?

Come minimo a riconfermare quel risultato. Ma confidiamo, e non in modo irenistico, di poter ottenere un risultato migliore.

I sondaggi danno in netto vantaggio De Luca ma pure la Ciarambino su Caldoro. In che modo ribalterete quello che sembra un risultato scontato.

I sondaggi, pur rappresentando un importate indicatore dei sentimenti della pubblica opinione, e quindi degli elettori, lasciano il tempo che trovano. Dinanzi a noi c’è una lunga campagna elettorale; siamo sicuri che le nostre proposte, e quelle del candidato presidente Caldoro, saranno ritenute più credibili del libro dei sogni del presidente uscente che, al netto delle comparsate televisive e sui social, hanno mostrato tutti i loro limiti.

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