Milano, corruzione: arrestati 3 dipendenti dell’Agenzia delle entrate

I dipendenti pubblici effettuavano, per conto dei professionisti e dietro compenso, vere e proprie attività di consulenza con la redazione di pratiche estranee ai loro compiti

Agenzia delle Entrate: boom di richieste di 'rottamazione'
Foto LaPresse - Andrea Campanelli

MILANO – I carabinieri del comando provinciale di Milano, nelle province di Milano e Como, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Si tratta di 3 dipendenti (2 uomini e una donna) dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale del Territorio di Milano, ritenuti responsabili – a vario titolo – di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e abuso d’ufficio.

L’inchiesta e gli arresti

L’inchiesta, coordinata dal Procuratore aggiunto Laura Pedio e dal sostituto procuratore Giovanni Polizzi, è stata condotta dal nucleo investigativo di Milano. Con la cooperazione, in alcune fasi, della Direzione Audit dell’Agenzia delle Entrate. Ed ha avuto infatti origine da alcune dichiarazioni spontanee raccolte nel gennaio 2017 da due dipendenti pubblici in merito a presunte condotte illecite da parte di alcuni loro colleghi nel rilasciare visure e certificati. Aggirando le procedure interne dell’Agenzia, così favorendo alcuni professionisti del settore (cosiddetti visuristi ) in cambio di utilità. È stato accertato, in quest’ottica, il coinvolgimento di 29 ‘visuristi’ deferiti all’autorità giudiziaria. In quanto concorrenti nell’attività illecita e di altri 2 dipendenti dell’Ufficio Provinciale del Territorio (fra cui l’ex Conservatore, oggi in pensione), contestualmente indagati per abuso d’ufficio.

In manette 3 dipendenti

L’attività investigativa ha poi documentato come i pubblici ufficiali indagati, nel periodo monitorato (fra febbraio e giugno 2018), dopo un contatto telefonico, incontrassero furtivamente i ‘visuristi’ correi all’interno del plesso pubblico o nelle immediate vicinanze dello stesso. Per consegnare loro copie di atti e certificati ipotecari o catastali estratti in violazione delle procedure previste. Consentendo ai professionisti di omettere il versamento delle tasse prescritte, in cambio di un compenso in denaro contante. In altri casi, i dipendenti pubblici effettuavano, per conto dei professionisti e dietro compenso, vere e proprie attività di consulenza con la redazione di pratiche estranee ai loro compiti. Attività svolte in orario di servizio e utilizzando la documentazione d’Ufficio in palese violazione delle norme di legge e regolamentari.

(LaPresse)

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