Regionali in Campania, Ciaramella apre al M5S: “Ora alleanze nei Comuni”

Il messaggio a De Luca: “Niente ex dem nelle civiche”

NAPOLI – Oggi il Pd di Napoli apre la sua conferenza programmatica con i ministri Massimiliano Manfredi, Enzo Amendola, Beppe Provenzano e il governatore Vincenzo De Luca. Dovrà rappresentare un momento di svolta in vista delle Regionali e del voto a cui sono chiamati tanti Comuni tra Napoli e Caserta. La consigliera Antonella Ciaramella fa il punto con Cronache ed apre al Movimento 5 Stelle nonostante i grillini saranno avversari dello Sceriffo: “Governiamo insieme, non vedo perché non dobbiamo provare a coalizzarci nei Municipi dove ci sono le condizioni politiche”.

Consigliera Ciaramella, è soddisfatta della scelta della capolista, un profilo civico come quello della Mobilio?

Sono certa che sia una buona scelta, anche se non la conosco personalmente. Ma ci sarà sicuramente l’occasione in questa campagna elettorale.

Il Pd resta in difficoltà nella ricerca di candidati. A Napoli come a Caserta. Come uscire da questo stallo?

La narrazione di un Pd in difficoltà mi sembra quasi un ossimoro: la difficoltà degli aspiranti a candidarsi è per il timore di una lista già competitiva. Bisogna che emerga sempre di più la strada intrapresa, cioè quella di costruire una casa. Un partito è una casa per gli eletti e per i non eletti. Questa è la garanzia di credibilità e attrattività.

Si avvicina la conferenza programmatica, ci saranno Manfredi e Amendola, in molti pensano che uno dei due sarà candidato sindaco. Il Pd a Napoli sta ripartendo con il piede giusto?

Non è il momento dei nomi ma della costruzione del campo largo, come dice Zingaretti. La presenza dei ministri è segno della forza che il Pd già esprime e può rafforzare. Non solo per la qualità e l’autorevolezza delle ipotesi ma per la prospettiva che stiamo costruendo che ci permetterà di non ridurci all’ultimo momento e di ripartire da un dibattito pubblico che certamente continuerà anche con la più ampia partecipazione dei militanti. Questa conferenza è innanzitutto il segno di una determinazione a non fermarsi, nemmeno di fronte agli eventi imprevisti e imprevedibili, come l’emergenza Covid.

Veniamo alle Comunali d’autunno. Bisogna cercare alleanze con il Movimento 5 Stelle? Si vota in 28 Municipi, tanti.

Non vedo perché non dovremmo. Siamo al Governo insieme e sarebbe ora che il M5S facesse una riflessione. Tutti dobbiamo metterci in discussione e tutti abbiamo risorse valide da valorizzare e motivare su obiettivi comuni di equità e sviluppo.

Reputa giusto che gli amministratori e dirigenti che hanno lasciato il Pd da poco, o chi addirittura è tesserato, si candidi in civiche di coalizione? De Luca lo deve vietare?

De Luca deve ‘vietarlo’? Deve evitarlo. Il criterio deve essere la coerenza con il progetto di governo della seconda legislatura. Cambi dell’ultima ora soprattutto nel Pd non garantiscono la tenuta e la coerenza necessarie per la sfida che ci attende, né per l’oggi né per il domani.

E gli ex Forza Italia? Non trova che siano troppe le liste e troppi i candidati provenienti dal centrodestra?

È segno che il lavoro di De Luca viene valutato molto positivamente. Ma possiamo diventare anche il rifugio degli opportunisti. Per questo vanno valutate le singole posizioni e le singole storie personali.

Venite da 5 anni di amministrazione regionale. Quali gli errori e quali i risultati?

La prima cosa è la continuità della tenacia amministrativa. Nessuna distrazione né cedimento di fronte a problemi che sembravano inaffrontabili. A cominciare dalla uscita del commissariamento nella Sanità fino ai cantieri dei trasporti e ai nuovi contratti di servizio soffocati dai debiti e al piano lavoro. Per citare solo i macrotemi.

Veniamo alla pandemia. Il governo si è mosso bene? Ha qualcosa da recriminare a Conte e il Pd?

È sempre possibile commettere degli errori e tuttavia nel complesso si è mosso bene a fronte di una situazione assolutamente imprevedibile e sconosciuta.

Quali le “battaglie” che rivendica con più orgoglio?

Innanzitutto, quella relativa alla medicina territoriale ed in particolare l’aver contribuito a individuare i territori carenti di medici di base e cominciare a sbloccarne le relative graduatorie. Sul fronte sanitario, anche il mio ultimo impegno sulla istituzione dello psicologo di base, oltre che le iniziative per la cura della persona, la prevenzione, la continuità dell’assistenza pubblica. Poi c’è quanto fatto per lo sviluppo dell’Area Nord di Napoli. Cito fra tutti il recupero del gap degli ultimi anni su trasporti, su gomma e su ferro, in primis per la nuova metro, e il ritorno di aziende e infrastrutture per garantire un rilancio che parta dal lavoro.

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