Autostrade, Alitalia e anche Ilva: per Conte si profila l’estate della svolta

Il primo dossier è la concessione ad Aspi: per evitare la revoca la svolta potrebbe essere l'uscita dei Benetton

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa

ROMA – Da almeno due anni le parole più ricorrenti per questi dossier sono state ‘sprint’, ‘ultimo miglio’ o ‘settimana decisiva’. Forse però per Autostrade, Ilva e Alitalia (meglio non abbreviarli in ‘Aia’) siamo arrivati davvero a un punto di svolta dal punto di vista economico e, a cascata, politico. Con l’estate post Covid che potrebbe essere ricordata come uno storico crocevia per vertenze bollenti, unite da un aspetto. Lo Stato interverrà in maniera massiccia per salvare aziende e migliaia di posti di lavoro.

Le scelte di Conte

Il faldone che potrebbe essere chiuso prima è quello relativo alle concessioni autostradali. Dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato non illegittima la scelta di escludere Aspi della ricostruzione del Ponte di Genova, il governo ha deciso di accelerare su una vicenda che si trascina dall’agosto 2018. L’ultimatum è freschissimo. O la controparte presenta un’offerta soddisfacente “per l’interesse pubblico” o all’inizio della prossima settimana un Cdm ad hoc darà il via libera alla revoca. Per l’esecutivo non bastano i tre miliardi messi sul tavolo né l’impegno a investire 14,5 miliardi fino al 2038 con sette miliardi per la manutenzione ordinaria delle reti.

La questione Autostrade

Una chiave di volta potrebbe essere il passo indietro dei Benetton (con Atlantia controllano l’88% di Autostrade), che potrebbero lasciare la maggioranza delle quote a Cdp e al fondo F21. Un’operazione complicata, onerosa per tutti. Ma che eviterebbe forse una guerra legale e ripercussioni importanti sulla forza lavoro su entrambi i gruppi coinvolti: Atlantia e, appunto, Aspi. Dentro la maggioranza, però, il livello di tensione è altissimo, con il fronte dei negoziatori (Pd+Iv) fronteggiato dal muro M5S, deciso alla revoca tout court. In un senso o nell’altro, una decisione arriverà a brevissimo.

Il dossier Alitalia

Su Alitalia Tai la situazione è sicuramente diversa, con la newco ormai in rampa di lancio. Giovedì l’amministratore delegato Francesco Lazzerini e il presidente Francesco Caio hanno incontrato la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. E, secondo alcune discrezioni, il piano industriale sarebbe in fase avanzata. Manca ancora qualche passaggi tecnico (lo statuto ad esempio), ma a brevissimo il progetto sarà presentato all’Ue per il via libera formale ala nuova società.

L’esecutivo ci crede molto e ci ha investito moltissimo, con una dotazione di tre miliardi per ripartire in un momento nero per il trasporto aereo. “Abbiamo individuato un nuovo management per un nuovo piano industriale che permetta la compagnia di camminare con le proprie gambe”. Lo ha ribadito il premier Giuseppe Conte, impegnato in prima persona nel dossier esattamente come per Autostrade. La sfida è molto impegnativa, ma al momento l’obiettivo è raggiungere il pareggio di bilancio in due anni, puntando sul medio raggio e sfruttando un’integrazione ‘smart’ con alcuni asset di Air Italy. Nuovi azionisti? Se ne parlerà in un secondo momento, anche se mister Avianca German Efromovich ha confermato il suo interesse pur senza esposizioni economiche.

Il nodo Ilva

Nel menù delle vertenze di lungo corso figura infine l’ex Ilva. La situazione qui sembrava in stallo, ma il negoziato tra governo e Arcelor Mittal (che gestisce impianti e 10.700 dipendenti) ha ripreso linfa nelle ultime ore, con l’obiettivo di produrre acciaio green grazie ai fondi del Just Transition Fund e l’ingresso di Invitalia nel capitale dell’azienda franco-indiana. Dopo settimane di confronti durissimi e piani industriali definiti “inaccettabili”, si punta a mantenere l’assetto dell’accordo di marzo 2019, evitando con l’utilizzo di forni elettrici gli oltre 3mila esuberi paventati. “L’ Ilva si salverà di sicuro, l’Ilva è già salva”, ha detto l’ad di Mittal Italia Lucia Morselli, con il titolare del Mise Stefano Patuanelli che ora chiede “fatti”. Anche qui una soluzione (sembra positiva) arriverà entro l’estate, nuovi rinvii permettendo.

(LaPresse/di Alessandro Banfo)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome