“Forza Italia Viva” è già una realtà: sarà il primo partito alle Regionali

L’ex governatore socialista è la figura perfetta per garantire l’elezione di De Luca

Come ampiamente annunciato da Cronache, il progetto “Forza Italia Viva” entra nella fase attuativa. Basta unire i puntini: il capogruppo di Iv in Senato Davide Faraone che presenta un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in difesa di Silvio Berlusconi sul caso della condanna Mediaset, il senatore di Fi Luigi Cesaro che candida il fedelissimo Pietro Smarrazzo nella lista di Iv in sostegno del renzianissimo Vincenzo De Luca alle Regionali in Campania, il berlusconiano Aldo Patriciello che aiuta l’amica Flora Beneduce in favore del governatore uscente, il renziano Ivan Scalfarotto che si candida alla presidenza della Puglia contro il dem Michele Emiliano a tutto vantaggio di Raffaele Fitto, berlusconiano ‘prestato’ a Fratelli d’Italia per convenienza elettorale, il sindaco renziano di Caserta Carlo Marino che si mette in giunta la berlusconiana Adele Vairo, provocando la rivolta del gruppo Pd in consiglio comunale e via dicendo.

Non è da trascurare, in quest’ottica, l’insistenza di Berlusconi sul nome di Stefano Caldoro per la guida della coalizione di centrodestra in Campania, nonostante l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia. L’ex governatore socialista è la figura perfetta per garantire l’elezione di De Luca. Non ha alcuna possibilità di vincere, né è questa la sua intenzione. Vuole solo una sedia all’opposizione in consiglio regionale. Con tutto quello che ne consegue, naturalmente.

La lista del presidente non la presenterà, e questo lo si capisce già dal fatto che ha affidato l’arruolamento dei candidati a figure sfocate come Nicoletta Pomposo a Caserta.

E poi per fare la campagna elettorale ci vogliono soldi, ed è facile immaginare che “Freddoro” (come lo chiama chi lo ritiene un personaggio poco coinvolgente) non abbia intenzione di tirare fuori un euro.

Che il nuovo Patto del Nazareno sia stato organizzato da Mara Carfagna o da qualcun altro, poco conta. Fatto sta che la frattura tra Berlusconi da una parte e Matteo Salvini e Giorgia Meloni dall’altra è più profonda di quanto sembri. Ma anche questo fa parte del piano.
Insomma, la creatura dell’ex sindaco di Firenze sarà il primo partito nelle consultazioni campane di fine settembre. Non formalmente, è ovvio. Bisognerà mettere mano al pallottoliere, perché gli uomini di Renzi sono infiltrati un po’ in tutte le formazioni in campo. A partire da quella del presidente salernitano, piena zeppa di renziani mascherati. Lo stesso governatore uscente non fa mistero della sua fedeltà a chi ha mandato in Parlamento il figlio Piero, attaccando quotidianamente il governo Pd/M5S ed evitando con cura qualsiasi scontro con Renzi. Non a caso la Campania è una delle due sole regioni, l’altra è la Toscana, in cui Pd e Italia Viva sosterranno lo stesso candidato.

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