Regionali in Campania, candidatura a rischio per Caldoro

Salvini e Meloni preoccupati dai sondaggi lo mandano a chiamare: summit senza Cav

NAPOLI – La paura fa novanta e per combatterla non resta che scendere in campo con l’elmetto. A costo di compromettere rapporti e alleanze. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno capito che la situazione Regionali in Campania per il centrodestra è più grave di quanto non potessero immaginare. Per questo hanno convocato a Roma Stefano Caldoro, il candidato ‘che non infiamma i cuori’ per dirlo con le parole del leader della Lega. Un incontro, stando a indiscrezioni, riservatissimo, dovuto ai sondaggi impietosi – che danno il candidato presidente del centrodestra fanalino di coda dietro a Vincenzo De Luca e Valeria Ciarambino – e all’attuale situazione di Forza Italia in Campania,praticamente traslocata in Italia Viva. Una situazione che mette a rischio la candidatura di Caldoro: non solo il gradimento personale è ai minimi termini, ma è pure paradossale che il candidato presidente resti in quota all’unico partito della coalizione praticamente scomparso dai radar. Questo significa che la ‘sorellina d’Italia’ e il leghista potrebbero ancora una volta dettare la linea e con un colpo di mano chiedere un passo indietro a Caldoro. Magari in favore di Edmondo Cirielli o del designato vice Aurelio Tommasetti.

Il passo di lato di Armando Cesaro, su cui il Carroccio ha posto un veto che sembra valere solo per Forza Italia (quello sui candidati ‘poco puliti’ secondo la morale leghista), ha fatto esplodere una situazione latente da tempo. Le ‘larghe intese’ auspicate da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi tempo fa, ora sono realtà: ecco perché la fuoriuscita di decine di azzurri verso Italia Viva non ha fatto arrabbiare il Cavaliere, anzi. Evidentemente c’è il suo assenso, coi Cesaro abili registi dell’operazione in Campania. Dopo Francesco Guarino, vicino all’eurodeputato Fulvio Martusciello, anche il fedelissimo di Cesaro, Pietro Smarrazzo, che è stato coordinatore dei giovani di Fi, ha scelto di aderire alla squadra renziana e prima di lui il sindaco di Liveri Raffaele Coppola.

Non una parola, poi, su Clemente Mastella che ha voltato le spalle a Fi per sostenere Vincenzo De Luca mentre la moglie, Sandra Lonardo, resta senatrice azzurra. Chi farà votare, alle Regionali la signora Mastella, il candidato del suo partito o quello di suo marito? Silenzio da parte del cavaliere anche quando l’europarlamentare Aldo Patriciello ha dichiarato di voler essere fedele a Berlusconi, ma non al partito, tanto da voler sostenere anche lui il governatore uscente perché “agli amici do sempre una mano”. L’amica in questo caso è l’ex consigliera regionale Flora Beneduce, che dopo anni di militanza nel centrodestra sarà candidata nella lista ‘De Luca presidente’. Comincia forse ad avere una motivazione il silenzio del Cav sulla, vicenda Cesaro. Nonostante i rapporti personali (alimentati anche dall’amicizia tra Armando e Francesca Pascale, ex compagna di Silvio) il leader di Fi non ha proferito parola, non pubblicamente almeno. Come se avesse altro a cui pensare, progetti nuovi o più grandi in cui avventurarsi. L’ipotesi di entrare in maggioranza con i giallorossi, checché se ne dica, affascina Berlusconi che inizia ad accarezzare anche l’idea di unirsi ufficialmente a Matteo Renzi per dar vita a Forza Italia Viva.

Salvini e Meloni hanno capito il gioco di Berlusconi e vorrebbero evitare di crollare a picco con Fi. Ecco perchè hanno convocato d’urgenza Caldoro: per capire cosa sta esattamente succedendo all’ombra del Vesuvio e prendere provvedimenti ‘strong’. Del resto, cambiare il candidato governatore alla vigilia delle elezioni non fa danno a nessuno, se non a Caldoro, che già pregustava un altro comodo quinquennio da consigliere d’opposizione. Ma la guerra è guerra e non c’è spazio per i sentimentalismi. L’estate di fuoco del centrodestra è solo iniziata.

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