Spiagge, 812 rifiuti ogni 100 metri

L’indagine ‘Beach Litter’: la Campania registra il dato peggiore del Paese

Eco-Artisti Vesuviani sulla spiaggia in difesa dell'ambiente
Eco-Artisti Vesuviani, pulizia della spiaggia di S. Giovanni a Teduccio (foto di Michela Del Prete)

NAPOLI (Roberto Della Rocca) – Sono numerosi gli spunti che arrivano dall’annuale indagine di Legambiente ‘Beach Litter’. Lo studio, giunto ormai al sesto anno, consente di monitorare lo stato di salute delle spiagge della penisola e, in particolare, di quantificare e qualificare i rifiuti che vi vengono abbandonati. Beach Litter rappresenta una delle esperienze di citizen science regolati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente che riceve annualmente i dati raccolti dalla associazioni. Quest’anno è toccato alla Campania il record della campionatura con dieci spiagge messe sotto osservazione. A seguire sono la Sardegna con 8 e la Puglia con 5. Il dato principale è che i rifiuti sulle spiagge sono ancora molti nonostante il leggero calo rispetto alle rilevazioni dello scorso anno. Ogni 100 metri di spiaggia si registrano 654 diversi rifiuti. E la media nazionale è inferiore, e di molto, alle rilevazioni effettuate in Campania dove il numero di rifiuti, per lo stesso tratto di spiaggia, sale a ben 812.

Ad essere state monitorate, nella nostra regione, sono state la spiaggia alla foce del Garigliano nel comune di Sessa Aurunca, Mappatella Beach e San Giovanni a Teduccio, ancora l’arenile stabiese a Castellammare di Stabia, il lido delle Monachelle a Pozzuoli, la spiaggia libera Licola a Giugliano, la spiaggia alla foce del fiume Tusciano a Battipaglia, l’area protetta Legambiente ad Eboli, la spiaggia Magazzeno a Pontecagnano Faiano e la spiaggia del Caterpillar a Salerno. Nessuna meraviglia anche sulla composizione dei rifiuti rintracciati.

Complessivamente si tratta di materie plastiche nell’80% dei casi, segnale d’allarme dopo l’ampio dibattito di questi anni sulla necessità di ridurre la produzione e il consumo di plastica, difficilmente gestibile nella fase di smaltimento. Seguono vetri e ceramiche (il 10% del totale dei rifiuti campionati), il metallo (3%), carta (2%), gomma (2%), legno lavorato (1%) mentre il restante 2% è costituito da altri materiali. La plastica è presente sotto varie forme e dimensioni dai 2 centimetri e mezzo ai 50 centimetri, dai mozziconi di sigaretta ai tappi e coperchi per bibite e bevande. Particolarmente grave appare la questione dei materiali di scarto edile ritrovati sulle spiagge. Un problema che i ricercatori hanno registrato soprattutto sulle spiagge del baraccone a Bari, del Caterpillar a Salerno e di quella Romagnolo a Palermo diventate vere e proprie discariche abusive.

Il 42% dei rifiuti monitorati riguarda i prodotti usa e getta al centro della direttiva europea 904/2019 dedicata al problema delle plastiche monouso. La direttiva propone agli stati membri il divieto di utilizzo dei dieci prodotti in plastica monouso che rappresentano, da soli, il 70% dei rifiuti maggiormente rilevati sulle spiagge europee anche se l’applicazione è ancora ferma all’anno zero. Proprio una maggiore attenzione da parte dei decisori politici è quello richiesto da Legambiente. “Servono passi avanti nella leadership normativa – ha auspicato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – si deve arrivare, al più presto, all’approvazione della legge ‘salva Mare’. Il disegno di legge è arrivato a ottobre alla Camera ma è fermo al Senato, un ritardo imperdonabile”.

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