Ue, Brunetta (Fi): “L’Italia può finalmente mettere i conti in ordine”

“La vittoria apparente dei paesi della Lega Anseatica, e di quelli a loro vicini, sulla nomina di Donohe alla guida dell'Eurogruppo non deve considerarsi una cattiva notizia per l'Italia avendo riguardo al 2021

ROMA – “La vittoria apparente dei paesi della Lega Anseatica, e di quelli a loro vicini, sulla nomina di Donohe alla guida dell’Eurogruppo non deve considerarsi una cattiva notizia per l’Italia avendo riguardo al 2021, quando ci sarà un ritorno pieno alle regole del Patto di Stabilità e Crescita e di tutti i relativi trattati fiscali (Two Pack, Six Pack, Fiscal Compact), sospesi quest’anno per effetto della crisi.

Il perché dell’inversione di questo giudizio è legato proprio al fatto che il ritorno dell’obbligo di convergenza del sentiero virtuoso del deficit e del debito, per i Paesi con i conti più in disordine, tra i quali l’Italia, può diventare una grande occasione per fare finalmente le riforme, rilanciare gli investimenti, aumentare la produttività e, per questa via, ridurre la spesa pubblica, ridurre il deficit e tagliare il debito”. Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un editoriale sul Riformista.

“Per l’Italia, quindi, il 2020 e il 2021 e seguenti potrebbero essere gli anni in cui, anziché effettuare sfrenate politiche economiche espansive e in deficit, come vorrebbero i sovranisti irresponsabili di destra e di sinistra, inutilmente contrastati dall’attuale ministro dell’economia Roberto Gualtieri. L’Italia sarà invece costretta, da subito, a costruire un serrato percorso di riforme, per rientrare nei parametri delle regole comunitarie attraverso la crescita. Lo ripetiamo. O riforme strutturali subito, a partire da quelle raccomandate dalla Commissione Europea (mercato del lavoro, pubblica amministrazione, giustizia, liberalizzazioni, privatizzazioni, digitalizzazione, green economy e molte altre) che, ricordiamolo, l’Italia si è sempre rifiutata di fare, oppure isolamento e crisi”.

(LaPresse)

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