Autostrade, il piano non convince: l’ultima resistenza del M5S

Foto Valerio Portelli / LaPresse

ROMA – Non si scoglie il nodo, “proposta insufficiente”. Così è stato commentato dal M5S il piano di Aspi. Che aggiungono l’aut-aut: “I Benetton devono uscire dalla gestione”. In ottica revoca concessione Aspi invia una proposta al Governo presa poi in esame dai ministeri competenti, Trasporti ed Economia, oltre che direttamente da Palazzo Chigi. “Io sono per la revoca della concessione ad Aspi – spiega Roberto Fico – con un piano preciso che riesca a supportarne la gestione. Mi interessa però affermare un principio dopo la tragedia del ponte Morandi: è finito il tempo in cui può succedere un disastro e chi ha la concessione di un bene pubblico pensa di farla franca, perché si sente proprietario di quel bene. I beni pubblici vengono affidati, chi sbaglia, va via”.

Posizione immutata

Non recedono i grillini dalle loro posizioni in merito ad Autostrade. Neppure il risarcimento di 3,4 miliardi, i 13,2 miliardi di investimenti e 7 di manutenzioni oltre al taglio dei pedaggi non sembrano fare effetto per smuovere la posizione intrapresa: “Per noi resta no”. Per cui viene bocciata  la proposta con “il risarcimento di 3,4 miliardi, i 13,2 miliardi di investimenti e 7 di manutenzioni,  nonché un taglio dei pedaggi, un incremento medio annuo massimo  dell’1,75% sull’intero arco temporale della concessione non bastano a  convincere i grillini. E nonostante Aspi nella sua proposta non abbia chiesto la modifica del dl Milleproroghe, la norma che riduceva l’indennizzo a 7 miliardi in caso di revoca, cifra di gran  lunga più bassa dei 23 miliardi previsti dalla convenzione siglata nel 2008”

Marattin: che fine faranno i lavoratori Aspi?

Luigi Marattin di Italia Viva si pone il quesito: “da parlamentare e da cittadino vorrei però sapere chi da martedì subentra nella gestione delle autostrade e con quali risorse, che fine fanno i lavoratori di Aspi e che valutazione di rischio è stata fatta sul risarcimento plurimiliardario che dovrebbe essere versato ai Benetton, dalle tasche dei contribuenti, in caso di azione temeraria”.

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