Coronavirus, risalgono i contagi in Italia: 234 nuovi casi, 9 decessi

Foto Marco Alpozzi / LaPresse

TORINO – Nuovi contagi da Coronavirus in risalita in Italia nelle ultime 24 ore. Sono 234 rispetto ai 188 di sabato, con 38.259 tamponi effettuati. E sono 68 i pazienti in terapia intensiva, uno in più di ieri. I casi totali di positività registrati sinora salgono a 243.061, i morti a 34.954. Dei nuovi contagiati delle ultime 24 ore 77 sono in Lombardia e 71 in Emilia Romagna . Mentre sono 28 in Calabria con i migranti sbarcati nel Reggino.

In Lombardia, sempre nelle ultime 24. ore si sono registrati 8 dei 9 decessi per coronavirus avvenuti nel Paese. I decessi ufficiali a oggi nella regione sono 16.748. E i tamponi sono stati 9.545. Passando all’Emilia Romagna, è il quinto giorno di seguito senza decessi da Covid, ma i 71 nuovi casi rappresentano uno dei maggiori incrementi nelle ultime settimane.

Dal territorio ligure soddisfazione invece è stata espressa dal governatore Giovanni Toti: “La Liguria arriva a contagi zero! Un grande momento che aspettavamo da mesi e che conferma il trend positivo nella nostra regione, anche dopo la riapertura di tutte le attivita’ economiche. Dopo tanti sacrifici da parte di tutti, dopo il lavoro incessante di medici, infermieri e operatori sanitari, dopo la fatica e la paura, questo è proprio un grande giorno!”.

Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza punta lo sguardo sui dati internazionali. E sulla pandemia avverte che “la battaglia contro il Covid-19 è tutt’altro che vinta, 220 mila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”.

Un altro monito a non abbassare la guardia arriva dal direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. “L’età media dei positivi al Covid-19 si sta abbassando, nell’ultimo mese i gli under 18 infetti sono quintuplicati, passando dal 2% al 9,43% dei nuovi casi. L’abbassamento dell’età nei nuovi positivi è evidente.- spiega – Da un lato ci preserva da un incremento di casi gravi, dall’altro deve essere un campanello per invitare tutti a maggiore prudenza”.

“Ai giovani dobbiamo chiedere maggiore prudenza, perché per loro le conseguenze sono meno gravi”, aggiunge Vaia, “ma se il virus continua a circolare rischia di raggiungere le persone più fragili. Il tasso di mortalità tra i giovani è molto basso: fino al 30 giugno sono decedute soltanto venti persone al di sotto dei 30 anni. A destare maggior preoccupazione infatti è la fascia di popolazione tra gli 80 e i 90 anni, dove la letalità arriva oltre il 40%”. Il messaggio dell’esperto è chiaro: “Dovremmo fare attenzioni ai mesi invernali, quando torneremo nei locali chiusi”. (LaPresse)

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