Proroga dei divieti fino al 31 luglio: stop a voli e discoteche. Sullo stato d’emergenza si ipotizza il 31 ottobre

In attesa di una decisione gli occhi restano puntati sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, di martedì

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa

ROMA – La proroga dello Stato di emergenza non deve diventare un altro ‘focolaio’ di tensioni. Gli attacchi delle opposizioni al premier Conte, di volere ‘i pieni poteri’ e garantirsi così la poltrona per lui e per la sua maggioranza, potrebbero diventare un combinato disposto deleterio. Se unito ai malumori delle forze che sostengono l’esecutivo. Aldilà dei tecnicismi – con la mancata estensione il governo perderebbe la capacità d’azione e l’immediatezza delle risposte di fronte a un secondo rinvigorimento del Covid-19, come firmare nuovi Dpcm o decretare nuove ‘zone rosse’ – la proroga a palazzo Chigi è praticamente un atto dovuto.

Tuttavia per gettare acqua sul fuoco avanza la proposta, da parte di alcune forze della maggioranza, di allungare lo Stato di emergenza dal 31 luglio al 31 ottobre. E non fino al 31 dicembre come ipotizzato precedentemente. Ipotesi non confermata però da palazzo Chigi. La delibera del Consiglio dei ministri potrebbe arrivare in settimana durante la riunione che potrebbe, contestualmente, affrontare anche il dossier Autostrade.

Il premier Conte rassicura

Intanto ieri sera il premier Giuseppe Conte, in un intervento improvvisato al concerto della Banda musicale della Polizia, è tornato a rassicurare. “E’ stata una prova molto difficile per tutto il Paese, per tutti i cittadini, è stata una sfida molto insidiosa, e in parte lo è ancora, anche se adesso possiamo dire che ci siamo meglio attrezzati. Abbiamo rinforzato le nostre strutture ospedaliere, la risposta del sistema sanitario sicuramente adesso sarà più pronta, anche in caso di cattive evenienze”.

L’avvocato pugliese ha anche parlato della sua condizione personale durante il lockdown: “Sono anche io un essere umano e, anche se avevo e ho grandi responsabilità, ho vissuto come, credo, tutti i cittadini momenti di forte preoccupazione, momenti di angoscia, momenti anche di incertezza, perché ci sono state delle fasi in cui non avevamo contezza di come si sarebbe sviluppata questa curva epidemiologica. Ci sono stati dei momenti in cui avevamo difficoltà a tenerla sotto controllo”.

Le opposizioni insorgono

La polemica dalle opposizioni tuttavia non si placa. “Il ministro Boccia dice che lo ‘stato d’emergenza è la nostra Arca di Noè’. Ha ragione: anche in questo caso è pensata soprattutto per salvare specie a rischio estinzione, come grillini, piddini e renziani che fanno i ministri e occupano poltrone senza il consenso popolare”, ironizza Giorgia Meloni leader di Fdi. Anche Silvio Berlusconi interviene sulle colonne di La Stampa e avverte: “L’emergenza pone dunque al governo il tema di garantire la salute pubblica anche con mezzi straordinari, adeguati alla gravità della situazione. Questo non può tuttavia diventare un pretesto per una sostanziale sospensione di alcune fondamentali garanzie costituzionali. Prima fra le quali un chiaro e trasparente controllo del Parlamento sulle decisioni dell’esecutivo”.

Si attende la comunicazione del ministro Speranza

In attesa di una decisione gli occhi restano puntati sulle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, di martedì. L’occasione sarà la presentazione del nuovo Dpcm che dovrà essere prorogato dal 14 al 31 luglio. Il titolare del dicastero continua a tenere alta l’attenzione: “220 mila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”.

Il nuovo Dpcm

Nel nuovo documento saranno confermati i protocolli che hanno accompagnato i cittadini italiani durante la pandemia. Oltre all’utilizzo della mascherine nei luoghi chiusi e le regole di distanziamento sociale, serranda abbassata per discoteche, fiere, congressi ed eventi che si svolgono dove ci può essere assembramento. Per cinema e teatri confermate le restrizioni con posti a sedere preassegnati e distanziati e con un massimo di mille persone all’aperto e 200 in posti chiusi. Esteso il divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

(LaPresse/di Donatella Di Nitto)

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