Santa Sofia diventa moschea. Il Papa: “Molto addolorato”. Rischio scontro con l’Islam

Foto Vatican Media/LaPresse

ROMA – “Penso a Santa Sofia che diventa moschea e sono molto addolorato”. Queste le parole di rammarico di papa Francesco durante l’Angelus di questa mattina in merito alla riconversione di Santa Sofia ad Istanbul da museo a moschea. La decisione di riconversione è stata presa direttamente dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “L’edificio sarà riaperto al culto islamico dalla preghiera del venerdì del 24 luglio”. Scelta che ha subito suscitato le reazioni di disaccordo. Santa Sofia “dal 537 al 1453 fu prima cattedrale greco-cattolica e poi ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli tranne che il periodo che va dal 1204 al 1261, quando fu trasformata dai crociati in cattedrale cattolica di rito romano sotto l’impero latino di Costantinopoli.

Luogo di scontro tra religioni

Secondo il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, infatti “la decisione di Erdogan spingerà milioni di cristiani in tutto il mondo contro l’islam. In virtù della sua sacralità, Santa Sofia è un centro di vita nel quale si abbracciano Oriente e Occidente e la sua riconversione in luogo di culto islamico sarà causa di rottura tra questi due mondi” E ha aggiunto: “nel XXI secolo è assurdo e dannoso che Hagia Sophia, da luogo che adesso permette ai due popoli di incontrarsi e ammirare la sua grandezza, possa di nuovo diventare motivo di contrapposizione e scontro”.

La disapprovazione

Anche il Patriarca di Mosca Kirill ha accolto con “grande pena e dolore la decisione del governo turco”. Il metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato, l’ha definita “un duro colpo per l’ortodossia mondiale”, così come il portavoce Vladimir Legoida ha dichiarato che “la preoccupazione di milioni di cristiani non è stata ascoltata”. Anche per l’arciprete Nikolai Balashov, vicecapo delle relazioni esterne “questo è un evento che potrebbe avere serie conseguenze per l’intera civiltà umana”. 

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