Atlantia: “Scendiamo sotto il 51% di Aspi ma restiamo nella società”

Le parole del ceo di Aspi, Roberto Tomasi e del ceo di Atlantia Carlo Bertazzo

A picture taken on August 16, 2018 shows the plaque of the headquarters of the Italian infrastructure company Atlantia in Rome. - Shares in Italian infrastructure group Atlantia were initially suspended on the Milan stock exchange on August 16, 2018, but plunged more than 24 percent when trading resumed an hour later. Atlantia's prime asset is Autostrade per l'Italia, which operates the A10 highway where a segment of the overpass collapsed, killing at least 39 people. Its shares had already plunged by more by 10 percent on August 14, before closing 5.4 percent lower at 23.54 euros. (Photo by FILIPPO MONTEFORTE / AFP)

MILANO – “No, Atlantia non ha intenzione di uscire da Aspi, ha riconosciuto gli errori e ora vuole avere l’orgoglio e la pazienza di rimediare, anche con altri soci”. Così in un’intervista al quotidiano La Repubblica il ceo di Aspi, Roberto Tomasi e il ceo di Atlantia Carlo Bertazzo. Rispondendo al giornalista che gli chiedeva se Atlantia fosse disponibile a vendere tutto il pacchetto di Aspi pari all’88% del capitale. “Atlantia per raggiungere un accordo e sbloccare questa situazione è disposta a rinunciare a una parte dei suoi diritti di opzione in presenza di un aumento di capitale”, spiegano i due a.d. “Già dal 6 febbraio scorso abbiamo aperto alla possibilità di diluirci a favore di soci terzi, sotto il 51%. Ma a condizioni di mercato e nel rispetto dei soci di minoranza Allianz e Silkroad”, commentano.

Per quanto riguarda la governance “siamo aperti a condividere la governance con gli eventuali nuovi soci pubblici e privati, come avviene in altre società internazionali. D’altronde il percorso sin qui è già stato condiviso. Ma saremmo disposti a condividere la governance anche nel caso che lo Stato, insieme ad altri rilevanti investitori, voglia entrare con una piccola quota senza dover far fronte a grandi esborsi di denaro. Questa soluzione sarebbe ottimale per l’interesse pubblico”, aggiungono Tomasi e Bertazzo.

(LaPresse)

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