Conte: “I leader dell’Ue mostrino consapevolezza del momento storico”

Le dichiarazioni del premier in un incontro con la cancelliera Merkel

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa

ROMA “Dobbiamo essere all’altezza. Le istituzioni europee che si sono sin qui pronunciate, Bce, commissione, la dichiarazione congiunta del 18 maggio dove avete delineato uno scenario di grande ambizioso. Oggi tocca al Consiglio Ue, i capi di stato dovranno mostrare la consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un punto stampa al termine dell’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Prosegue Conte: “La presidenza tedesca coincide con un appuntamento storico di estrema importanza. Abbiamo davanti un negoziato molto difficile, ne ho sempre sottolineato la difficoltà ma ho sempre cercato in modo ambizioso di evidenziare il comune obiettivo: una risposta coordinata all’altezza di una crisi di portata epocale, non imputabile al comportamento di un singolo stato. E’ una crisi simmetrica che ci coinvolge tutti e ci accomuna in un destino di recessione spinta”.

Il Recovery Fund

La proposta del presidente del Consiglio Ue Charles Michel sul Recovery Fund è un “buon punto di partenza, recepisce il livello di ambizione politica, anche se ci sono alcune criticità, e le affronteremo: l’Italia è per criteri di spesa chiari, trasparenti, non stiamo chiedendo fondi per usarli in maniera arbitrario”. Per le regole di governance del Recovery Fund, “sono favorevole che sia coinvolto il Consiglio europeo, anche se la fase attuativa non sia del Consiglio europeo: non è questo il nostro compito, entrare nel dettaglio” dell’uso di contributi e prestiti. “Ma i monitoraggi ci devono essere”, ha sottolineato Conte.

No a eccessive condizionalità

“Non è nell’interesse di nessuno, nemmeno di Paesi che non dovrebbero beneficiare del programma di aiuti perché meno colpiti dalla pandemia, introdurre condizionalità impraticabili al punto da rendere di scarso impatto pratico e compromettere l’efficacia di questo programma. Sarebbe una follia, sono criteri di razionalità: significherebbe perdere tutti tempo, rallentare la ripresa europea, che è invece nell’interesse di tutti. Su questo ci troviamo tutti d’accordo”.

(LaPresse)

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