Coronavirus, 169 nuovi casi e 13 morti. La procura di Milano apre un’inchiesta sull’Oms

TORINO – Calano i contagi di coronavirus e i pazienti ricoverati in terapia intensiva, ma tornano a crescere i decessi. I nuovi casi sono stati 169, rispetto ai 234 registrati domenica, 243.230 dall’inizio della pandemia, mentre i morti sono stati 13, contro i 9 del giorno precedente, per un totale di 34.967. Va precisato che sono stati effettuati però meno tamponi, 23.933, domenica erano stati 38.259. La Lombardia continua a essere la regione più colpita, con la maggior parte dei contagi nazionali (94), soprattutto nella Bergamasca, e dei decessi (9).

Nel resto della penisola la situazione è in miglioramento, tanto che anche la Liguria ha dato il via libera in circoli culturali e ricreativi e nei bar al gioco delle carte e alla lettura dei giornali, seppur con igienizzazione frequente e uso di mascherina, e all’attività di cinema e teatri, con un numero massimo di spettatori da determinare in relazione alla capienza. In Veneto, invece, il governatore Luca Zaia ha annunciato la sperimentazione di un tampone rapido che offre il risultato in un massimo di 7 minuti, costo 12 euro.

Aperta inchiesta sull’Oms

Intanto, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, a seguito di un esposto presentato ad aprile dal Codacons in cui l’associazione di consumatori denunciava “errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità nella gestione della pandemia”. “Chi aveva il compito e l’obbligo di fornire informazioni accurate, tempestive e indipendenti per dare importanti raccomandazioni e prendere decisioni sulla salute pubblica, ovvero l’Oms – nella persona del direttore dell’agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus -, potrebbe avere avuto invece possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’epidemia all’origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo.

Ritardi nella comunicazione del pericolo, suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare, indicazioni contraddittorie, ripensamenti e repentini cambi di direzione, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami dell’Oms e, in qualche modo, potrebbero avere pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’Oms avrebbe sottovalutato l’emergenza coronavirus e poi dato le linee guida errate”, scriveva nell’esposto il Codacons, che non esclude azioni di richieste danni contro l’organizzazione. (LaPresse)

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