Fmi: Pil europeo -9,3% nel 2020. Si ritornerà ai livelli pre-crisi solo nel 2022

Le mosse per contrastare il coronavirus comporteranno necessariamente un innalzamento dei livelli di debito a livello globale

MILANO – L’Europa – come il resto del mondo – a causa del coronavirus si trova ad affrontare una crisi destinata a durare negli anni. Sulla base di uno scenario che vede le misure di contenimento e distanziamento sociale ancora attive fino al cessare della pandemia, il Fondo monetario internazionale aggiorna le sue stime per il Vecchio continente. Il Pil europeo – in base ai calcoli del Fmi – si contrarrà del 9,3% nel 2020 per poi rimbalzare del 5,7% nel 2021. I livelli pre-crisi saranno tuttavia raggiunti solo nel 2022. “Se verrà trovato un vaccino o una cura efficace per il Covid-19 la ripresa potrà essere più rapida, ma se ci fossero nuove ondate di infezione sarebbe vero il contrario”, spiega l’economista del Fondo, Poul Thomsen.

L’effetto Covid sull’economia europea

Per alcuni Paesi europei, avverte il Fmi, la strada della risalita economica sarà più difficile. In ogni caso, considerate proprio “le condizioni divergenti” dei singoli Stati membri europei “vi sono valide ragioni per un’azione di bilancio congiunta dell’Ue”, sottolinea il Fmi. Le politiche fiscali “devono iniziare ad essere ripensate in ottica di una crisi più lunga”, ribadisce Thomsen, sottolineando che a distanza di mesi dal diffondersi della pandemia e delle relative misure di contenimento “il sostegno fiscale rimane vitale quanto all’inizio”.

Innalzamento dei debiti

Le mosse per contrastare il coronavirus comporteranno necessariamente un innalzamento dei livelli di debito a livello globale. “E’ fondamentale” garantire “che gli oneri del debito siano sostenibili”, avverte il Fmi. Tutti “i paesi – spiega – dovranno collaborare fornendo stimoli anticipati a piani politici credibili a medio termine”. Per il Fondo “ora è il momento, quindi, di pensare al futuro e ripensare al modo migliore di utilizzare uno spazio fiscale limitato senza gravare indebitamente sui futuri contribuenti. Più lungo è il crollo, maggiore sarà la necessità di indirizzare con attenzione il sostegno a imprese e famiglie nei paesi ad alto debito”.

Le misure economiche

Misure economiche coordinate a livello europeo restano fondamentali. In Europa “il supporto alla ripresa continuerà a richiedere ingenti risorse fiscali”. Il pacchetto ‘Next Generation Ue’ “migliorerà i risultati per il mercato unico nel suo insieme. Per fare ciò, tuttavia, è fondamentale che funga da catalizzatore e non in sostituzione di riforme strutturali e politiche fiscali prudenti”, spiega ancora l’economista del Fmi.

(LaPresse/di Francesca Conti)

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