Basket, NBA: 2 positivi nella ‘bolla’ di Orlando, in 2 violano la quarantena

La positività al coronavirus di Russell Westbrook scuote la 'bolla' di Orlando dove 22 squadre si stanno preparando per la ripartenza della stagione NBA. In un paese dove i contagiati sono ancora migliaia ogni giorni era impensabile che non ci fossero casi anche fra i professionisti del basket.

MILANO – La positività al coronavirus di Russell Westbrook scuote la ‘bolla’ di Orlando dove 22 squadre si stanno preparando per la ripartenza della stagione NBA. In un paese dove i contagiati sono ancora migliaia ogni giorni era impensabile che non ci fossero casi anche fra i professionisti del basket. La lega ha infatti reso noto che dall’arrivo a Disney World, su 322 giocatori testati per il coronavirus sono risultati già due positivi. La NBA ha anche affermato che 19 giocatori si sono recentemente dimostrati positivi dal 1° luglio durante i test effettuati prima che le squadre iniziassero ad arrivare nella ‘bolla’ di Orlando il 7 luglio. Nessuno dei giocatori positivi è mai uscito dalla quarantena, quindi non sono entrati nella cosiddetta ‘bolla’ con il rischio di mescolarsi liberamente con altri giocatori, allenatori e personale. L’NBA ha dichiarato che entrambi i giocatori, nessuno dei quali è stato identificato, “da allora hanno lasciato il Campus per isolarsi in casa o in alloggi di isolamento”. Potrebbero ricongiungersi alle loro squadre dopo la quarantena.

All’interno della bolla della NBA, tuttavia, c’è ottimismo che le regole stabilite dalla lega e dai giocatori possano funzionare anche se alcuni parchi della Disney sono stati riaperti ai visitatori durante il fine settimana e il riavvio della MLS, sempre nel campus, ha visto due squadre costrette ad andare via dopo una serie di test positivi. “I nostri protocolli sono incredibili”, ha dichiarato la guardia dei Toronto Raptors Kyle Lowry, uno dei giocatori che ha contribuito a creare le regole per il riavvio. “Le nostre misure di sicurezza sono di prim’ordine e tutto funzionerà perfettamente”, ha aggiunto. “Tutto quello che possiamo fare è cercare di rimanere ottimisti e positivi, sperando di poter finire questa stagione”, ha dichiarato Kawhi Leonard, stella dei Los Angeles Clippers arrivato ad Orlando con qualche giorno di ritardo.

Nonostante le professioni di ottimismo, però, a pochi giorni dall’arrivo nella ‘bolla’ ci sono già le prime violazioni del rigido protocollo. Almeno due giocatori all’interno del campus dell’NBA hanno già pagato a caro prezzo l’ aver violato la quarantena. Richaun Holmes di Sacramento ha rivelato lunedì che ha “brevemente e accidentalmente” attraversato la linea del campus per ritirare del cibo. Secondo il protocollo, ora deve trascorrere 10 giorni in quarantena. Sempre da lunedì, anche Bruno Caboclo di Houston starebbe scontando una quarantena di 10 giorni per essere uscito dal campus. Come Holmes, anche Caboclo dovrà trascorrere altri otto giorni in isolamento prima di unirsi alla squadra. Rockets che sono sempre in attesa dell’arrivo di James Harden, di cui ancora non si conosce il motivo del ritardo.

LaPresse

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