I migranti positivi al Covid trasferiti al Celio di Roma

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Roberto Speranza

ROMA – Non cala il numero di sbarchi sulle coste del Sud, mentre la gestione dei migranti all’epoca del coronavirus si conferma difficile. All’ordine del giorno l’arrivo di centinaia di profughi, parte dei quali risultano positivi a covid-19, creando un’emergenza nell’emergenza. Nella sola giornata di ieri nelle acque di responsabilità italiana è stato registrato l’arrivo di 19 imbarcazioni per soccorrere le quali è intervenuta la guardia costiera.

Lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso delle comunicazioni a Senato e Camera, sottolinea che “nessuna sottovalutazione può essere ammessa”, e assicura: “Particolare attenzione è adottata in queste ore agli sbarchi sulle nostre coste, con rigorosi controlli e obblighi di quarantena”. Dopo le proteste dei giorni scorsi in Calabria, a Roccella Jonica, dove quasi un terzo dei migranti arrivati (26 su 70) è risultato positivo al coronavirus, per aiutare la gestione sanitaria scendono in campo anche Viminale e Difesa che dispongono una serie di trasferimenti dei contagiati negli ospedali militari, a cominciare dal Celio di Roma, dove arrivano nella serata di martedì 13 migranti dalla Calabria.

Mercoledì saranno spostati anche gli 11 contagiati sbarcati a Pozzallo nelle ultime ore, mentre il ministero dell’Interno assicura di aver “rafforzato i dispositivi di sorveglianza per quel che riguarda anche le strutture di accoglienza locali” e annuncia un nuovo bando con procedura d’urgenza, da chiudere entro il 16 luglio, per navi quarantena “da adibire a strutture provvisorie per l’assistenza e la sorveglianza sanitaria di migranti soccorsi in mare o giunti sul territorio nazionale a seguito di sbarchi autonomi”.

In ogni caso, nave ‘Moby Zaza’ al lavoro da un mese in Sicilia, continuerà ad essere utilizzata come struttura per la quarantena fino alla conclusione del periodo di sorveglianza obbligatoria previsto per i migranti attualmente a bordo.

A Lampedusa la situazione resta più difficile

La Regione ha fatto trasferire sull’isola una macchina per l’analisi rapida dei tamponi rinofaringei: la strumentazione, in uso ai sanitari dell’Asp di Palermo da cui dipende l’assistenza sanitaria delle Pelagie, verrà adoperata per i test sui migranti al momento dell’approdo. Il governatore Nello Musumeci ribadisce la richiesta del riconoscimento dello stato d’emergenza, già formulata due settimane fa, sulla quale, fa sapere l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, “il silenzio di Roma resta assordante”. (LaPresse)

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