Regionali in Campania, Ciarambino: “Caldoro e De Luca hanno fallito. Il M5S è la svolta, non la terza via”

Il candidato governatore ci riprova 5 anni dopo. Emergenza abitativa e formazione professionale in cima all'agenda della leader pentastellata

Arriva in redazione trafelata e munita di mascherina, rispettando scrupolosamente le regole di distanziamento sociale. “Durante l’emergenza Covid casa mia sembrava la centrale del 118 per quante telefonate ricevevo da persone in cerca di aiuto. Sarà per quello che sono ancora tanto sensibile al tema”. Valeria Ciarambino, candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania, non ha dimenticato i mesi bui attraversati dal Paese. “C’è chi ci fa le campagne elettorali per essere rieletto e chi ne trae la spinta per migliorare le cose”, dice raggiante. “La campagna elettorale è stancante ma ci sono dentro con tutta me stessa”.

Per la seconda volta candidata, per un attimo aveva fatto un passo indietro per aprire alle alleanze. Come mai?

Credo che l’obiettivo della politica debba essere quello di cambiare la vita della gente, per portare a casa risultati nell’interesse delle persone che vivono nella nostra regione. A febbraio abbiamo lanciato un progetto teso a questo: ripulire la politica campana da personaggi che occupano le istituzioni come se fossero dei feudi personali da anni e che oggi ci ritroviamo come principali sponsor sia del centrodestra che del centrosinistra. Un progetto di valore intorno ad una persona perbene come Sergio Costa.

Costa era la conditio sine qua non per costruire questo progetto? E’ perché il Pd voleva un suo uomo che l’intesa è saltata?

Sul tavolo non c’è mai stato un nome che non fosse il suo. Ma il progetto è fallito lo stesso e il Movimento 5 Stelle oggi ha un proprio candidato presidente e una propria lista.

Correre da soli per voi può avere due conseguenze. Meno numeri, in confronto a una coalizione, ma più credibilità non avendo mai avuto la possibilità di dimostrare se sapete governare bene o male. Quale dei due aspetti può fare maggiormente la differenza?

Quello che vedo nelle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra dice con chiarezza assoluta che non c’è nessun progetto condiviso, ma soltanto il sistema del consenso elettorale che prevale su tutto. D’altra parte oggi i sondaggi ci dicono che il Movimento 5 Stelle da solo è la prima forza politica della Campania, segno che c’è fiducia da parte dei cittadini. E non credo che questa derivi dal fatto che noi non abbiamo mai governato e quindi si sceglie il male minore o comunque tra due mali certi. Pur dall’opposizione abbiamo dimostrato qual è la nostra visione per questa terra e i campani questo lo sanno. Noi siamo una certezza e lo rivendichiamo, ponendoci come soluzione ai disastri creati da De Luca e da Caldoro.

Un motivo per non votare Caldoro e uno per non votare De Luca?

Quante pagine abbiamo a disposizione per rispondere a questa domanda? La risposta la possono dare i cittadini campani pensando alla qualità della loro vita nella nostra regione, pensando a quello che provano ogni volta che entrano in ospedale e si ritrovano a non avere posto neppure sulle barelle all’interno del pronto soccorso. La risposta la possono dare i cittadini campani nel vedere i propri figli laureati nelle migliori università d’Italia, che stanno in Campania, costretti ad andare fuori regione o addirittura all’estero perché qui la disoccupazione giovanile, grazie a Caldoro e De Luca, è superiore al 50% e non c’è assolutamente un’inversione di tendenza, anzi. Potremmo continuare all’infinito, le cose sono note a tutti.

I suoi competitor hanno poi firmato l’appello per le liste pulite?

Macché. Non solo non hanno firmato, ma stanno facendo a gara a imbarcare impresentabili solo perché portatori di voti.

Se venisse eletta presidente quale sarebbe il suo primo provvedimento?

Azzererei le liste d’attesa in sanità. Non è possibile che in Campania un cittadino che si deve operare di cataratta debba aspettare 2 anni mentre se paga, in intramoenia, lo operano il giorno dopo. C’è però anche un altro un tema che mi sta a cuore.

Quale?

La Tangenziale di Napoli è ancora in mano ai Benetton ed è l’unica tangenziale d’Italia per cui si paga un pedaggio che produce 70 milioni di utili all’anno a un privato. Non è accettabile un balzello di questo tipo. Lavoreremo, in sinergia con il nostro governo, affinché possa accadere anche in Campania quello che è appena successo con Autostrade. Non è un caso che Cirino Pomicino, che è ai vertici di Tangenziale, sia anche sostenitore di De Luca. Il governatore uscente preferisce i poteri forti, noi invece siamo al fianco dei cittadini e porteremo avanti la battaglia per l’azzera- mento del pedaggio.

Che fine ha fatto la proposta del M5S di scegliere i manager della sanità su base meritocratica? Caldoro ha detto che ha perso le elezioni perché non ha fatto nomine in sanità…

Caldoro sulla sanità ha fatto abbastanza disastri nei suoi 5 anni di governo tagliando come un ragioniere fino a tagliare il diritto alla salute. Poi l’opera è stata ampiamente completata da De Luca che ha privatizzato completamente la sanità in Campania. La sanità deve essere gestita da persone competenti e con le mani libere perché sanità vuol dire l’ottanta per cento del bilancio regionale ma vuol dire innanzitutto garantire ai cittadini il primo diritto, quello alla vita e alla salute. Non può essere asservita a logiche politiche. I manager vanno scelti con chiare procedure concorsuali, dopodiché il controllo della politica sulla sanità si esercita dando degli obiettivi stringenti ai direttori generali e valutandoli sul raggiungimento di questi. De Luca ha fatto esattamente il contrario, non li ha mai valutati.

Cinque anni sono passati anche per il Movimento 5 Stelle. Cinque anni in cui tante cose sono cambiate. Cambiare pelle ha significato rinnegare qualche principio che vi aveva caratterizzato fortemente all’inizio?

Assolutamente no. Il taglio dei vitalizi si è realizzato grazie al Movimento 5 Stelle, sia in Parlamento che in Regione. Siamo gli unici che continuano a tagliarsi gli stipendi, solo io ho restituito circa 120.000 euro in 5 anni. Un semplice gesto che dice cos’è la politica per noi.

Vedo dal sito TiRendiconto che qualcuno è indietro, forse queste donazioni non sono così condivise…

I portavoce che non hanno restituito i soldi sono stati cacciati dal Movimento 5 Stelle. Che poi ci possa essere qualcuno in ritardo ci può stare, anche io in questo momento, in piena campagna elettorale, sono presa da altro.

Come sta Luigi Di Maio?

Molto bene, mi sembra che stia facendo un lavoro straordinario al ministero degli Esteri.

Si sta interessando alle Regionali in Campania?

Certamente, è presente e lo vedrete presto.

E Roberto Fico? Lo troveremo a Palazzo San Giacomo?

Credo che Fico sia uno dei migliori presidenti della Camera che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni, ha grande equilibrio e dignità e sta dando grande attenzione ai più deboli, perciò credo debba continuare a fare bene il lavoro che sta facendo.

Fico ha sempre avuto un ottimo rapporto con De Magistris. Mi conferma che c’è stato un momento in cui le vostre strade si stavano incrociando?

Fico è napoletano, da presidente della Camera non può non avere rapporti col sindaco della terza città d’Italia. La collaborazione resta esclusivamente istituzionale.

Sta dicendo che non c’è interlocuzione per le Comunali di Napoli?

De Magistris non può ricandidarsi e, d’altra parte, vista la condizione finanziaria disastrosa del Comune di Napoli, non mi sembra che si possa giudicare positivamente il suo operato.

Perché gli elettori campani dovrebbero votarla?

Perché il M5S si interessa di temi di cui non parla nessuno. Il diritto all’abitare, per esempio. Ci sono 70mila persone aventi diritto che non hanno un’abitazione di edilizia residenziale pubblica. Si preferisce farle cadere a pezzi piuttosto che assegnarle. Nei miei tour elettorali ho scelto di incontrare le associazioni di categoria. Commercianti, artigiani, piccole e medie imprese sono l’ossatura economica del nostro territorio ma per loro non ci sono abbastanza tutele. C’è poi un tema fondamentale, che è quello della formazione, competenza in capo alla Regione. Spendiamo decine di milioni di euro in formazione, ma non esiste ad oggi una mappatura delle professioni di cui c’è bisogno in Campania. Sono tante le figure professionali che oggi non sono rappresentate, bisogna andare a cercare professionisti all’estero. Questo non deve accadere. Dobbiamo dare ai giovani un’opportunità. E’ nostro dovere.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome