Fiume Volturno, la riscoperta della fauna

Legambiente e Lipu lungo le rive del corso d'acqua per classificare le specie

Conoscere per poter amare. L’Italia è uno scrigno meraviglioso, custodisce bellezze artistiche, culturali e naturalistiche. Ma lungo lo Stivale ci sono anche ricchezze meno note, che fanno fatica a farsi notare nel vasto panorama dei grandi attrattori turistici. E’ il caso del fiume Volturno, dimenticato tra assenze e degrado, che nel suo percorso verso il mare bagna decine di territori, tra cui il più noto è senza dubbio quello di Capua. Ma ci sono anche i piccoli comuni dell’Alto Casertano, come Castel di Sasso, che sta cercando di riscoprirsi comunità fluviale. E’ l’obiettivo della presidente del circolo locale di Legambiente Maria Teresa Sabino che, di concerto con la Lipu, sta pattugliando le rive del fiume per classificare le specie animali, in particolare gli uccelli. Ieri mattina era in località Lagnone con i volontari del posto insieme a Matteo Palmisani, presidente della delegazione provinciale della Lipu, per un nuovo sopralluogo. “Castel di Sasso non si sente una comunità fluviale e questo aspetto va modificato per le nuove generazioni. I nostri giovani devono imparare a conoscere, solo così possono amare. Dopo un tavolo in videoconferenza con gli esperti della Lipu ci siamo accorti che mancavano i dati di questa zona per le specie. Conoscere la biodiversità è importantissimo, è indice dello stato di salute del territorio. La presenza di animali, specie diverse di uccelli, ci fa sentire molto soddisfatti”. Tra i primi ad interessarsi alla questione, effettuando un sopralluogo, e catturando le foto delle diverse specie ornitiche Rosario Balestrieri, presidente dell’associazione scientifica Ardea, che si occupa di ricerca, divulgazione ed educazione ambientale. Il 9 luglio nell’ambito del sopralluogo effettuato dall’Avifauna sono state rilevate ben 41 specie diverse nei pressi di un’ansa del fiume Volturno e fra i comuni di Castel di Sasso, Liberi e Pontelatone. Fra le specie di maggiore interesse conservazionistico è stato osservato l’airone rosso con ben 5 individui. In Campania la specie risulta nidificante unicamente in quella zona e precisamente presso l’oasi delle Salicelle. Altra specie di airone osservata è stato il tarabusino, un individuo femmina, già inserita in numerose categorie di tutela, poi il falco lodolaio, particolarmente raro in regione e il falco pecchiaolo. L’oasi è sconosciuta ai più e andrebbe valorizzata, partendo proprio dalle sue ricchezze naturalistiche, dalla tutela degli animali e delle piante. Le associazioni ambientaliste del posto promettono di non abbassare la guardia.

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