Imprese, Istat: il 38,8% è a rischio sopravvivenza

La presenza di una consistente porzione di occupazione non regolare rappresenta un fattore di fragilità per un numero elevato di famiglie

Istat

MILANO – “L’impatto della crisi sulle imprese è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza. Il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti, e al 22,5% del valore aggiunto, circa 165 miliardi di euro) ha denunciato l’esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell’anno”. E’ quanto ha affermato Roberto Monducci, direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, in audizione davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Circa 2,1 milioni di famiglie con un occupato irregolare

“La presenza di una consistente porzione di occupazione non regolare rappresenta un fattore di fragilità per un numero elevato di famiglie. Nella media del triennio 2015-2017 circa 16 milioni di famiglie ha almeno un occupato, e di queste circa 2,1 milioni ha almeno un occupato irregolare (vi afferiscono oltre 6 milioni di individui, circa il 10% della popolazione). La metà di queste famiglie (poco più di un milione) ha esclusivamente occupati non regolari”.

“In generale – ha proseguito -, le famiglie con occupati non regolari presentano una incidenza più elevata nel Mezzogiorno, in corrispondenza dei nuclei ove sono presenti cittadini stranieri e fra quelli senza minori. Questi caratteri si accentuano se si considerano i nuclei con soli occupati non regolari. Molto netto è il divario reddituale. Quasi una famiglia su cinque con occupati non regolari (il 18,2%) presenta redditi familiari ridottissimi (meno di 2.500 euro all’anno) o completamente assenti; questa condizione arriva a riguardare quasi una famiglia su tre (il 31,8%) di quelle con solo occupati irregolari”.

(AWE/LaPresse)

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