Migranti, nuova ondata a Lampedusa. Cirio a Lamorgese: “Basta invii in Piemonte”

Foto Mauro Ujetto / LaPresse in foto Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte

MILANO – Un nuovo braccio di ferro sui migranti. I continui sbarchi sull’isola di Lampedusa, oltre 300 solo nell’ultima notte, fanno riportare il tema in cima all’agenda di governo. “Si tratta di fare di più anche con le Regioni”, l’appello della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Respinto dal governatore piementose Alberto Cirio, che decide di scrivere alla titolare del Viminale: “Diciamo ‘basta’, perché il Piemonte non può garantire oltre queste forme di accoglienza. Ho formalmente chiesto con fermezza di non voler procedere ad ulteriori invii, che metterebbero fortemente a rischio la tenuta e la sicurezza del nostro sistema sanitario e sociale”.

Intanto, con l’hotspot al collasso per i continui arrivi, il sindaco Totò Martello denuncia: “Siamo intorno a 800 persone, stamattina c’è stato un trasferimento di 250 (410 in 24 ore secondo i dati ministeriali, ndr), però non riusciamo a far abbassare i numeri. Gli arrivi sono più delle persone che riusciamo a trasferire. Sono preoccupato perché è un flusso costante ormai da 10 giorni”. D’altro canto, Lamorgese chiarisce che “noi stiamo facendo tutto il possibile”.

Poi in serata il Viminale chiarisce che l’obiettivo del governo è avere due navi per la quarantena e, alla scadenza del bando del Mit, sono cinque le manifestazioni di interesse. Il ministero segnala poi che “la gestione dei flussi migratori è resa molto più complessa rispetto agli scorsi anni a causa dell’emergenza Covid-19 e della conseguente, gravissima crisi economica”. E non solo: “In questo contesto senza precedenti, in cui gli sbarchi autonomi sulle coste italiane si sono più che moltiplicati in un brevissimo lasso di tempo, sono evidenti le complessità organizzative”.

Certo è che la questione migranti si fa sempre più politica e coinvolge anche i rapporti con l’Ue. Se per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, “serve più protagonismo dell’Europa ma, come è accaduto con il Recovery fund, bisogna aprire con la stessa determinazione questo capitolo”, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un lungo post su Facebook, lancia un appello proprio a Bruxelles: “L’Ue deve dare una risposta a questa crisi, soprattutto in una fase in cui c’è un rischio sanitario altissimo con la pandemia. Ci aspettiamo che la redistribuzione dei migranti riparta subito” e “che Bruxelles rispetti i patti”. E ancora: “Gli italiani già sanno come stanno le cose e chiedono risposte, non gli serve qualcuno che gridi più forte di loro. Da un rappresentante delle istituzioni, giustamente, si aspettano risposte. E noi dobbiamo dargliele”.

Il titolare della Farnesina non si nasconde dietro un dito

“Il tema migranti sta preoccupando i cittadini. È ragionevole e non possiamo voltarci dall’altra parte. L’incremento degli sbarchi negli ultimi giorni sono un problema che lo Stato deve affrontare”. Nel frattempo, Alarm Phone lancia un Sos per “61 persone in pericolo a sud di Lampedusa”. “Le persone – si legge in un tweet – sono in fuga dalla Libia ma ora il loro motore è guasto e hanno bisogno di urgente soccorso. Dicono di essere a 4 miglia nautiche da Lampedusa, alcune persone sono in acqua e altre svenute. Guardia costiera, intervenite adesso!”.

Mentre 84 persone, fra cui sei donne e due bambini, sono state soccorse mentre si trovavano a bordo di un gommone quasi affondato in area Sar di responsabilità libica, secondo quanto riferisce la guardia costiera italiana. E quella maltese ha messo in salvo un gruppo di 33 migranti, che è stato portato a terra. (LaPresse)

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