“Benedetto Croce su YouTube: la filosofia è alla base della vita”

Intervista a Ernesto Paolozzi, docente al Suor Orsola Benincasa

Ernesto Paolozzi, docente di Storia della Filosofia contemporanea presso l'università Suor Orsola Benincasa di Napoli

NAPOLI – In occasione della pubblicazione e del nuovo volume ‘5 studi su Croce’ (2020-Guida editore), Ernesto Paolozzi (nella foto a destra), docente di Storia della Filosofia contemporanea presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, tra i maggiori interpreti del pensiero filosofico di Benedetto Croce, ha dato il via ad una serie di conversazioni sull’intera opera del filosofo. Approfittando del lockdown e di questi mesi di ‘interruzione’ delle attività accedemiche, Paolozzi ha inaugurato un canale YouTube con 6 brevi video su: Formazione del pensiero crociano, l’Estetica, la Logica, l’Etica, il Liberalismo e lo Storicismo. Grazie alla regia di Salvatore Architravo, le conversazioni sono ora disponibili online e sui canali social del professore Paolozzi.

Come è nata l’idea delle lezioni online di filosofia?

E’ nata perché penso che la filosofia è, quando è filosofia autentica, un elemento fondamentale della vita. Se riflettiamo bene, ognuno di noi vive secondo una filosofia, una religione, un’ideologia anche se non se ne rende conto. Ognuno di noi ha una propria estetica, un’etica, una visione economica (derivate spesso dalla famiglia, dall’ambiente, dalla storia) etc, e orienta la vita secondo quei principi. E, allora, non è meglio averne consapevolezza? Ecco, internet offre la possibilità di interloquire con molte persone.

Crede che Internet sia uno strumento che si presti anche all’approfondimento e alla divulgazione?

Ho in parte risposto. Internet può essere uno strumento di divulgazione e, se ben usato, anche di approfondimento. Dirò di più: più sciocchezze girano online più è doveroso controbatterle. Con umiltà, certo, ma con fermezza.

Perché parlare del pensiero di Benedetto Croce oggi?

Parlare di Croce perché credo sia il filosofo più importante d’Europa nell’ultimo secolo e, forse proprio per questo, il più bistrattato. Invece il suo insegnamento se aggiornato e interpretato secondo le esigenze del tempo, può essere utile alle nuove generazioni. Il suo liberalismo molto diverso da quello oggi di moda, ad esempio. La difesa dell’autonomia dell’arte, la concezione della storia come dialettica per la quale il vero e il falso, il bene e il male, l’utile e il disutile, il bello e il brutto si giustificano l’uno con l’altro. Ecco, alcuni aspetti fondamentali del pensiero crociano attualissimi.

Cosa direbbe Croce dell’Italia del 2020?

Naturalmente posso solo fare supposizioni. Credo che sarebbe spaventato dalla stupidità imperante. Però, il povero Croce ne ha viste talmente tante da non spaventarsi troppo. Certo non si ritirerebbe a vita privata. L’impegno culturale ed eticopolitico è un dovere al quale non si può mancare.

E della politica di oggi?

Per la verità Croce ebbe difficoltà a comprendere la politica dei cosiddetti partiti di massa nel secondo dopoguerra. La sua cultura politica si forma in età giolittiana. Avrebbe, probabilmente, combattuto aspramente ogni forma di populismo, di destra o di sinistra o di tipo nuovo come quello grillino. Potrei giurarci.

Ed Ernesto Paolozzi, cosa ne pensa dell’Italia di oggi?

Si parva licet, la penso uguale anche se, malauguratamente, non possiamo chiedere consigli a Croce. Credo che ci voglia più liberalismo, più socialità e meno democraticismo. Più risorse per i lavoratori, più garanzie individuali meno chiacchiere pseudo popolari. La democrazia non può essere ridotta ad una lotta fondata sulla simpatia e l’antipatia, sul narcisismo individualistico, sul rancore personalistico, sulla frustrazione personale. Così si finisce male. Se il politicamente corretto è fastidioso, il politicamente scorretto è pericoloso. Ognuno pensa che può essere politicamente scorretto gratuitamente. Poi, prima o poi, qualcuno rende pan per focaccia e la frittata è fatta. Si finisce con il soffrire tutti. Nessuno è invincibile. Ecco, se non si costruiscono nuovi ideali, nuove prospettive, si rischia la guerra di tutti contro tutti. Fra il politicamente corretto e quello scorretto dobbiamo costruire la terza via del politicamente intelligente e generoso. E’ difficile ma si può fare.

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