Eni: perdita di 7,34 miliardi nel primo semestre, ricavi a 18,82

E' quanto comunica il gruppo in una nota, spiegando che la perdita è determinata dalla rilevazione di svalutazioni pre-tax di attività non correnti di 3,4 miliardi

Claudio Descalzi (Eni), ospite a In Mezz'Ora
Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Claudio Descalzi

MILANO – Eni chiude il secondo trimestre del 2020 con una perdita netta di 4,41 miliardi di euro, che sale a 7,34 miliardi nel primo semestre dell’anno. E’ quanto comunica il gruppo in una nota, spiegando che la perdita è determinata dalla rilevazione di svalutazioni pre-tax di attività non correnti di 3,4 miliardi. (Di cui 2,8 miliardi rilevate nel secondo trimestre) riferite principalmente a asset oil&gas e impianti di raffinazione in funzione della revisione dello scenario dei prezzi/margini degli idrocarburi per un valore complessivo post-tax di 3,6 miliardi comprensivo di svalutazioni di crediti d’imposta (3,5 miliardi rilevati nel secondo trimestre).

I ricavi

I ricavi ammontano nel secondo trimestre a 8,4 miliardi per un complessivo dei primi sei mesi dell’anno pari a 18,82 miliardi. Sempre nel primo semestre l’utile operativo adjusted è pari a 873 milioni ed è diminuito di 3,76 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2019. Al netto dell’effetto scenario di -3,6 miliardi e degli impatti del Covid-19 di -0,5 miliardi, la performance è stata positiva per +0,3 miliardi.

Un semestre senza precedenti

“Considero estremamente positiva la reattività mostrata da Eni nel semestre probabilmente più difficile che l’industria oil&gas abbia dovuto superare nella sua storia”. Così l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, commentando i risultati del gruppo per il primo semestre 2020. “I prezzi – ricorda Descalzi – sono crollati insieme alla domanda per effetto della crisi sanitaria e delle tensioni geopolitiche. Solo un intervento straordinario dell’Opec+ ha consentito di riportare un minimo di stabilità nel mercato. Mentre la difficile uscita dalla pandemia mostra ancora elevati elementi di incertezza. In questo contesto Eni ha prontamente reagito rivedendo i suoi piani industriali nel 2020 e 2021 con l’intento di preservare la sua solidità patrimoniale”:

(LaPresse)

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