L’intervista. Mazzoni: con De Luca dal 2015 Più liste di centro che di sinistra

L’ex europarlamentare Pdl e vice di Mastella alla guida di ‘Campania Libera’ a Napoli

NAPOLI – L’ultimo incarico elettivo è stato quello di europarlamentare del Pdl. Poi la breve parentesi nel Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ormai morto e sepolto da un pezzo, e l’esperienza da vicesindaco di Clemente Mastella a Benevento. Ma prima dell’ex Guardasigilli Erminia Mazzoni aveva scelto Vincenzo De Luca, sostenendolo dall’esterno alle Regionali del 2015. Ora il salto nell’arena, capolista di Campania Libera a Napoli.

Parlamentare, eurodeputata, vicesindaco a Benevento e adesso è in corsa per il consiglio regionale. Cosa l’ha spinta a candidarsi?

La proposta del presidente De Luca di guidare la lista Campania Libera nasce per mettere a patrimonio comune la mia esperienza istituzionale e professionale. La proposta contiene in sé tre elementi interessanti: l’invito ad accettare una sfida, la valorizzazione del mio percorso istituzionale e professionale e la ricentralizzazione della cultura democratica. Dal 2014 e per 6 anni ho dato spazio alla mia passione politica, agendo il mio impegno da libero cittadino, e sono ritornata a fare a tempo pieno l’avvocato. Nel 2015 ho rifiutato la proposta di candidatura di De Luca perché sentivo la necessità di riflettere sulle scelte future. Ma l’ho votato, investendo sulla sua idea di regione. Oggi mi sento pronta a dare il mio contributo.

Lei conosce De Luca ma anche Caldoro, avendo militato insieme nel PdL: perché ha preferito il primo?

Cinque anni fa ho scelto De Luca perché nel corso dei 5 anni precedenti avevo sperimentato, peraltro da parlamentare europeo del Pdl, la distanza con il metodo Caldoro su temi cruciali come la programmazione europea, la gestione del ciclo dei rifiuti e della risorsa ambiente, l’uscita della sanità dal commissariamento, le battaglie su Macroregione Mediterranea, fiscalità di vantaggio, riordino e semplificazione della macchina regionale, priorità del piano industriale e di sviluppo regionale. Oggi posso dire che il passo tenuto da De Luca mi convince della possibilità di restituire qualche diritto ai cittadini campani, al di là dei risultati già raggiunti.

Ha scelto di correre con Campania Libera: che idea si è fatta delle polemiche nate intorno all’abbondanza di liste civiche definite dai dem e da De Mita ‘un’ammucchiata’?

Credo che il proliferare di liste civiche sia un segno di debolezza e di confusione. È la prova dello smarrimento in cui vive la politica oggi. Direi che chi può, piuttosto che cercare definizioni giornalistiche al fenomeno, dovrebbe trovare soluzioni politiche. Peraltro definire liste civiche quelle organizzate, alla vigilia di un voto, da esponenti politici usciti dai partiti, è quantomeno bizzarro. Il civismo è altra cosa. Campania Libera per esempio è apartitica ma non è una civica: è la lista del presidente.

Molti dal centrodestra hanno deciso di cambiare casacca e sostenere De Luca. Inevitabile l’attacco di Caldoro a chi fino a qualche giorno fa era nella sua squadra. Qual è la sua posizione? Si o no ai trasformisti?

Domanda retorica. Portare il voto degli elettori da un campo all’altro non è corretto. Cambiare idea è legittimo, purché lo si faccia passando nuovamente dal voto. I cittadini hanno la possibilità di scegliere. Il voto per il rinnovo del consiglio regionale consente di scegliere. A voi tocca il compito di informare per aiutare i cittadini a capire.

Da moderata pensa che si possa ancora parlare di centrosinistra guardando alla coalizione che sostiene il governatore?

Ci sono più liste di centro che di sinistra. L’unico problema è la frammentazione che indebolisce la possibilità delle forze moderate di dare un contributo decidente all’indirizzo di governo.

Caldoro sostiene che De Luca sia avvantaggiato, in questa campagna elettorale, dallo stato di emergenza che ha fatto saltare il semestre di ‘amministrazione ordinaria’ permettendogli di mettere in campo azioni volte al consenso. Crede ci sia un fondo di verità in questo?

Sarebbe più serio dire quali sono stati gli errori del Piano sociale da 900 milioni che De Luca ha approvato a tempo di record per rispondere ai bisogni piu immediati dei cittadini, con interventi come l’aumento degli assegni sociali e delle pensioni minime. E comunque parliamo di misure emergenziali poco discrezionali. Nulla credo che sia più produttivo di nuovo consenso elettorale che il meccanismo dell’accelerazione della spesa dei fondi europei messo in campo da Caldoro prima del voto. Cosa che ha comportato una distribuzione senza strategie di tutte le risorse europee non spese alla fine del ciclo.

La candidata del Movimento 5 Stelle ha lanciato la proposta di siglare un patto per le liste pulite. Ma sia De Luca che Caldoro hanno declinato…

La domanda è capziosa… e la proposta dei 5 Stelle evidentemente propagandistica. Dicesse la candidata presidente cosa intende per pulizia… Casellario Giudiziario e carichi pendenti? Pronti! Ma questa non è politica.

Che tipo di campagna elettorale sarà la sua? Quali i temi su cui intende puntare?

Modernamente tradizionale. Intendo raggiungere il maggior numero di cittadini per raccontare le mie motivazioni, condividere le mie idee, ascoltare ragioni diverse e problemi specifici, per poi mettere insieme il tutto in un’ipotesi di piano d’azione per i 5 anni. Con il presidente ci siamo confrontati soprattutto sull’importanza della dimensione europea dei prossimi 5 anni. Non ci sarà solo la tradizionale agenda settennale della politica di coesione, ma ci saranno le risorse aggiuntive del Recovery Plan, quelle che attingeranno al Fondo del MES per la Sanità, quelle del Sure per supportare il mercato del lavoro e ancora le risorse nazionali del Fondo Sviluppo e Coesione e quel 34 % della spesa nazionale per investimenti. Credo ci sia abbastanza da fare.

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