Scuola, ok alle linee guida 0-6 anni. Superiori, mix di presenza e distanza da settembre

Il ministero dell'Istruzione incastra velocemente i tasselli per la riapertura del 14 settembre

Foto LaPresse - Stefano Porta

ROMA “Si torna a scuola se si fa squadra tutti insieme”. Ne è convinta Lucia Azzolina, che riceve il supporto del Capo dello Stato. Dalla cerimonia del Ventaglio al Quirinale, arriva la rassicurazione di Sergio Mattarella: “Il sistema Italia con può permettersi di dissipare i nostri talenti. La riapertura regolare delle scuole costituisce un obiettivo primario”.

Le linee guida del ministero

Il ministero dell’Istruzione incastra velocemente i tasselli per la riapertura del 14 settembre. La Conferenza Unificata dà il via libera alle linee guida per la fascia d’età 0-6 anni; le linee sulla didattica digitale integrata sono in valutazione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione; il bando di Invitalia sui banchi scade il 5 agosto, con sottoscrizione dei contratti il 12 e consegna dei pezzi (circa 2,4 milioni tra banchi tradizionali e sedute innovative) l’8 settembre, prorogabile fino al 12, due giorni prima dell’inizio delle lezioni. Per adeguare gli spazi e per tutte le spese necessarie, ci sono i fondi del Pon del ministero, i fondi stanziati con il Dl Rilancio e dallo scostamento di bilancio: 3,3 miliardi solo per la ripartenza.

Il personale

La ‘governance’ è a “più livelli”, conferma la ministra. Sono coinvolti infatti il MI, ma anche gli enti locali che hanno un ruolo fondamentale nella ricerca di altri spazi necessari al distanziamento. Sindaci e presidenti di provincia, poi, hanno ricevuto poteri commissariali per adeguare più velocemente gli spazi degli istituti. Poi c’è il tema organico. Oggi scade la domanda per il concorso ordinario, dedicato ai più giovani o chi non ha 36 mesi di servizio. Intorno alla prima settimana di ottobre si terrà quello straordinario per chi ha maturato già un’esperienza a scuola, in totale sono banditi 78mila posti. La programmazione dei concorsi, per Azzolina, è fondamentale: “In un Paese civile andrebbero fatti ogni due anni, come accade in tanti Paesi d’Europa. Il nostro obiettivo è svolgere questi e programmare i prossimi secondo il reale fabbisogno”.

Linee didattica digitale

La didattica digitale a distanza sarà adottata alle superiori già da settembre, qualora gli istituti lo ritenessero necessario, in modalità integrata con quella in presenza. Ma, assicura la ministra: “Gli studenti andranno a scuola. Si può prevedere, semmai, l’utilizzo della didattica digitale per un giorno alla settimana”. Dall’infanzia alle medie, invece, sarà adottata in caso di nuovo lockdown. Un’attenzione particolare è riservata alle studentesse e agli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali: per loro, andrà comunque privilegiata la didattica in presenza con il proprio docente di sostegno. In caso di nuove situazioni di chiusura e Ddi generalizzata, le lezioni saranno in modalità sincrona per tutta la classe e dovrà essere garantito un orario minimo: almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado), almeno 20 per il secondo grado.

Linee 0-6 anni

Per i bimbi più piccoli, si conferma che non sarà necessaria la mascherina e che la temperatura andrà misurata a casa. No ai giochi portati dalla propria abitazione: Governo, Regioni ed Enti locali parlano di una “alleanza educativa” per la lotta al covid tra scuola e famiglia. L’ingresso negli istituti sarà scaglionato e i bambini potranno essere accompagnati da una sola persona. Sono incoraggiati lavori in piccoli gruppi ‘stabili’, evitando le interazioni tra loro.

Tutti gli spazi disponibili dovranno essere riconvertiti in ‘aule’ se necessario anche le antisezioni, i saloni, gli atrii, i laboratori. E, viene indicato, sarebbe opportuno predisporre spazi dedicati ad ospitare bambini e/o operatori con sintomatologia sospetta. Per quanto riguarda i pasti, dovranno essere organizzati in modo da evitare l’affollamento dei locali destinati. Si potranno prevedere turni di presenza dei gruppi, oppure si potrà consumare il pasto nelle aule, garantendo l’areazione e la sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo.

(LaPresse/di Maria Elena Ribezzo)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome