Migranti, Lamorgese: “Rimanderemo a casa chi sbarca. Nessuno sarà regolarizzato”

La ministra dell'Interno: "Garantiremo la tutela della salute pubblica. Intesa sui rimpatri con la Tunisia". 300 persone sbarcano a Lampedusa: hotspot chiuso"

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

ROMA – In un’intervista al al ‘Corriere della sera’ la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese interviene sul tema migranti dopo l’aumento di arrivi sulle coste italiane. Ci sono “passi obbligati per gestire l’impatto di un flusso straordinario di sbarchi autonomi di migranti economici reso ancora più complesso dall’emergenza Covid-19”, dice la titolare del Viminale. “Garantiremo la tutela della salute pubblica delle nostre comunità locali, ma i migranti economici sappiano che non c’è alcuna possibilità di regolarizzazione per chi è giunto in Italia dopo l’8 marzo 2020”, aggiunge Lamorgese. “Il governo non può permettersi di abbassare la guardia perché i dati epidemiologici, non solo quelli relativi agli stranieri, ci dicono che dovremo usare molta cautela nei prossimi mesi”, sottolinea la ministra. 

Parole che arrivano nel giorno in cui a Lampedusa si registra un nuovo sbarco di circa 300 migranti, come riferisce a LaPresse il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, aggiungendo che “l’hotspot è pieno” e adesso “è chiuso” perché all’interno ci sono ormai più di mille persone, mentre la capienza massima si aggira intorno alle 200 persone. “Visto che l’hotpot è pieno”, spiega il sindaco, “probabilmente apriranno la struttura della ‘Casa della fraternità’ della chiesa per arrivare a sistemare tutte le 300 persone”. La cosa importante è avviare i trasferimenti per “svuotare l’hotspot” anche perché “non possiamo sapere quante altre persone sbarcheranno nelle prossime ore”, sottolinea Martello.

“Tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste sono sottoposti al test sierologico e poi al tampone. La quarantena è obbligatoria per tutti, ma prima di trovare posti dedicati il Viminale deve affrontare mille ‘no’ che arrivano da comuni e Regioni”, aggiunge Lamorgese. Quanto alla nave da mille posti dove tenere chi deve stare in isolamento, “La procedura di noleggio si è finalmente conclusa e dovrebbe essere operativa già domenica notte. Le prime gare erano andate deserte perché d’estate le navi sono impegnate per i collegamenti con le isole. Ora, con una nuova gara, stiamo lavorando per una seconda nave da posizionare davanti alle coste calabresi”.

“Lunedì scorso ho incontrato a Tunisi il presidente della Repubblica Kais Saied e il presidente incaricato, il ministro dell’Interno Hichem Mechichi. Abbiamo concordato per agosto un incremento di rimpatri sui voli bisettimanali già riattivati lo scorso 16 luglio dopo lo stop imposto dal lockdown”, ricorda la ministra dell’Interno. Rispetteranno il patto? “Abbiamo sollecitato anche modalità più flessibili per il rimpatrio, un gesto simbolico da parte della Tunisia, magari anche con l’utilizzo di navi per effettuare un numero consistente di rimpatri”, risponde. Avete raggiunto l’intesa sui decreti sicurezza. Reggerà fino a settembre? “L’intesa è stata raggiunta. Ora inizia la fase del confronto con gli enti territoriali per valutare insieme i profili del nuovo sistema di accoglienza”, spiega. Si sente assediata? “Io nell’emergenza cerco sempre di mantenere la calma per prendere decisioni che poi non abbiano effetti collaterali controproducenti. Qualcuno dice che sono sotto pressione ma chiunque sia passato al Viminale sa che ogni giorno qui bisogna affrontare problemi e trovare soluzioni. Per governare un tema complesso come l’immigrazione bisogna profondere energie e prospettare modelli di intervento tutti i gironi dell’anno. Non solo quando arriva l’estate e i telegiornali trasmettono le immagini dei barconi che spuntano nel mare di Lampedusa”, conclude Lamorgese.

LaPresse

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