Mi manda Cascone

Tempo di afa e di caldo torrido, gradienti di temperatura che, nonostante le usuali catastrofiche notizie sugli imminenti nuovi flagelli da Covid-19, ci portano direttamente tra le dune del Sahara. A riscaldare ulteriormente il contesto ci pensa l’imminente apertura della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale campano, col suo caratteristico e frenetico mercato delle candidature. I cartelloni pubblicitari sfavillano sotto il solleone e ci mostrano una folta pletora di bellimbusti, perlopiù in posa disinvolta e maniche di camicia, che si offrono alla conoscenza del grande pubblico. Si può notare, dalla tipologia stessa della pubblicità elettorale, che facce e corpi sono giganteschi e dominano sui simboli politici dei partiti che sono microscopici, accessori utilizzati per la circostanza. Insomma, dietro quei volti sorridenti, spesso accompagnati da massaggi tra l’ovvio e il demenziale, non c’è nessun retaggio politico, nessun valore sociale, nessun contenuto culturale.

Il fenomeno è massiccio, si tratta di una vera e propria palingenesi politica che interessa coloro che si affannano a correre in soccorso di Vincenzo De Luca, probabile vincitore della contesa elettorale. Un bailamme di nomi e di liste che si preannunciano essere ben oltre la dozzina a sostegno dell’ex sindaco di Salerno. Una mutagenesi di cotanta dimensione che rischia di trasformare la connotazione politica della coalizione di centrosinistra. Nella coalizione di De Luca dominano le liste civiche di aspirazione e connotazione centrista, riempite di candidati ed amministratori locali chiaramente provenienti dal centrodestra. Un fenomeno, quello del trasformismo e dell’opportunismo politico, di antica tradizione nel Mezzogiorno, che si rintraccia nei secoli ed in diverse opere letterarie, a cominciare da “Un viaggio elettorale”, descritto da Francesco De Sanctis, nel quale lo stesso parlamentare e ministro descrive le centinaia di richieste di benefici clientelari che ha ricevuto nel corso del giro effettuato nel proprio collegio elettorale, fenomeno congiunto alla propensione dei notabili locali a mettersi in asse col potere e la convenienza personale

Ma stavolta il fenomeno trasformista è di così vasta dimensione che prefigura, più che un cambio di persona ai vertici della Regione Campania, una vera e propria modifica della natura del quadro politico. La punta dell’iceberg di questa nuova realtà montante, sono la crisi di Forza Italia e la smobilitazione ingloriosa ed impotente di quello che fu il primo partito in Campania e motore di trazione del centrodestra. Il secondo dato è la scomparsa della sinistra classica e della sinistra antagonista, ovvero l’eclissi sia del Partito Democratico sia di Leu, nonché la frammentazione del movimento di De Magistris, essendo non pochi i consiglieri comunali dell’ex magistrato inseriti in liste di De Luca. Insomma, un coacervo di forze politiche di antica tradizione e di precisa identità programmatica attualmente succubi dei desiderata di De Luca e mute innanzi alla politica sostanzialmente ibrida e qualunquistica del Governatore.

In un quadro politico tanto confuso culturalmente, osserviamo l’opposizione capeggiata da Caldoro, vittima della frana forzista e depauperata dalla insipienza della sua classe dirigente. Se chi deve controllare non ha più la forza di farlo e di denunciarlo e si sente già sconfitto, chi governa si sente già investito di una vasta legittimazione, alimentando il proprio sentimento di onnipotenza. Così non può che nascere la malapianta dell’abuso gestionale. Non è una novità nella gestione regionale di De Luca. Più di una volta suoi stretti collaboratori sono finiti nel mirino dei magistrati, ma il livello si è fermato ai sottopancia del Governatore che ha potuto, in tal modo, disconoscere fatti e personaggi e continuare a brandire la clava moralistica dello sceriffo.

È di queste ore l’ultima vicenda che riguarda un suo stretto collaboratore politico, il consigliere regionale Luca Cascone, già assessore a Salerno con De Luca sindaco della città. Uomo quindi fidato ed affidabile che, a quanto si apprende, si peritava di contattare aziende e broker per definire prezzi e forniture alla Regione. Lo faceva a nome e per conto della So.Re.Sa., l’agenzia regionale sanitaria centrale d’acquisto per la sanità. Milioni di euro di forniture sfruttando i percorsi agevolati dell’urgenza indicati dai decreti anti Covid-19. Dice di averlo fatto per spirito di volontariato e ovviamente De Luca sarà il primo ad ironizzare sulla vicenda per depotenziarla e screditarne le fondamenta. Insomma, parafrasando il film di Nanni Loy, a Napoli ci manda Cascone.

*Ex parlamentare

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