Spettacolo, settore in ginocchio: per gli eventi è l’estate più nera

di Angela Garofalo

NAPOLI – Prosegue l’estate nera del settore spettacolo in Campania. Tra i settori più penalizzati dell’economia italiana a causa del Covid-19, rientra a pieno titolo quello del comparto artistico. Dopo i mesi di chiusura a causa della quarantena e delle successive norme di sicurezza anti contagio, l’indotto del comparto culturale ed artistico continua ad essere in quella ‘terra di mezzo’ dove non sorge mai il sole.
In questa penombra attuale, ci preme portare la testimonianza e l’appello di quelle centinaia di migliaia di persone che aspettano direttive chiare e fattibili, oltre che aiuti economici a sostegno per tornare a lavorare nel rispetto delle norme vigenti.
Dalle province campane, ecco le testimonianze di chi da anni mette in moto con abnegazione e professionalità le complesse macchine che si celano dietro gli eventi, producendo economia.

Jerry Brown, organizzatore di eventi, titolare della ‘Everybody Production Srls’, racconta: “Mi occupo dell’organizzazione di eventi, sia dell’aspetto tecnico-organizzativo che di quello artistico. Il mio settore è quello che si è fermato per primo. Opero tra le provincie di Avellino, Benevento e il resto della Campania.  Ancora adesso, a distanza di mesi dall’inizio della pandemia, non sappiamo cosa fare e non ho ancora una sola serata organizzata. Tutti gli eventi che si stanno svolgendo in questo periodo sono quelli che rientrano nei fondi POC della Regione Campania, e devono chiudersi entro agosto, altrimenti si perdono i fondi. Un sindaco che deve organizzare una festa o anche una Pro Loco, non si prende la responsabilità quest’anno di organizzarla, perché costerebbe di più, e i fondi dei Comuni e delle piccole realtà non lo permettono. Lo Stato italiano ha istituto una misura di sostegno (causa riduzione di fatturato ai possessori di partita Iva), ma noi, nel periodo preso in esame, eravamo fermi. Il fatturato lo realizziamo dopo, non prima. Con questi paletti siamo stati esclusi da queste misure. Non tutte le attività sono annuali: come è stato possibile escludere tutti noi che lavoriamo stagionalmente?”.

Jerry Brown

Annamaria Fortuna e Daniele Borrelli, direttori artistici della ‘De Art Progetti’ e organizzatori di ‘Giffoni Jazz Festival’ dal 2 al 6 settembre a Giffoni Vallepiana, testimoniano: “La pandemia ha messo a dura prova le capacità organizzative di tutto lo staff del nostro evento. Sarà tutto un po’ più complicato e un po’ più costoso se si pensa, ad esempio, al maggior coinvolgimento di personale e attrezzatura per garantire la sicurezza. Oltre alla riduzione di pubblico in sala che potremo accogliere. Tutto per cercare di mantenere il format del festival che si propone come ‘campus’, con più concerti al giorno. Non siamo riusciti, però, a mantenere il progetto masterclass: ci rifaremo dalle prossime edizioni.

Annamaria Fortuna e Daniele Borrelli

“Il mercato musicale negli ultimi anni produceva utili soprattutto attraverso i concerti, visto che i dischi non si vendono quasi più. Attorno a un concerto, un tour, lavorano tante persone che ora sono quasi ferme. Ora siamo ripartiti, seppur con tante difficoltà”, dichiara Peppe Ponti, discografico dell’etichetta ‘Suoni del Sud’ e organizzatore di innumerevoli eventi tra cui Wine Art Jazz Fest a Summonte, in provincia di Avellino, in programma il 6 e il 7 agosto. “Le norme anti-Covid che prevedono, giustamente, un distanziamento, hanno ridotto di molto la capienza delle location, e questo vuol dire incassi inferiori. In questo momento, senza il supporto dei fondi stanziati dalle istituzioni e da qualche sponsor coraggioso, è difficile privatamente organizzare e proporre qualcosa. Il cachet degli artisti poi più o meno è rimasto lo stesso. Noi operatori culturali in questo momento non possiamo fare altro che navigare a vista, agendo sempre con passione, professionalità e responsabilità. Un dato è certo però: nessuna pandemia può fermare la musica”, conclude.

Giovanni Brignola

Giovanni Brignola, impresario, titolare de ‘L’Azzurra Spettacoli’, afferma che “il mio settore, che è quello delle feste di piazza, è stato distrutto. Almeno per quest’anno non esiste più. Ogni anno, nel periodo che va da aprile ad ottobre, ho 1500 feste di piazza tra Campania e Basilicata: quest’anno non se ne è fatta una. Ho tredici dipendenti: s’immagini in che condizioni versiamo in questo momento. Per le istituzioni non esistiamo, eppure muoviamo un indotto nei piccoli centri che è notevole: fiere, sagre, feste patronali, eventi artistici. Possiamo fronteggiare un anno, ma al prossimo, anche io dopo decenni di attività, dovrò cambiare lavoro. Se si rispettano le norme in vigore con i distanziamenti, come stiamo facendo a Mondragone per l’evento del 6 agosto con lo spettacolo di Sal Da Vinci, gli eventi si possono fare. Evento che però rientra in quelli sovvenzionati dalla Regione Campania: tutto il resto è fermo”.

Francesco Massarelli

“In questa fase attuale siamo stati agevolati dalle condizioni atmosferiche che hanno permesso di organizzare in spazi aperti degli eventi. Chi l’ha potuto fare ha dovuto contare su una partecipazione di pubblica estremamente ridotta per le doverose misure in vigore”, testimonia Francesco Massarelli, direttore artistico di eventi cinematografici e di ‘Vanvitelli sotto le stelle’, rassegna cinematografica in corso a Caserta. “Per chi fa impresa, tagliare oltre il 50% la capienza di quegli spazi è stato un colpo al cuore. In questa fase dobbiamo essere responsabili e metterci a disposizione della società. In Campania nessuna sala cinematografica è stata aperta, in Italia davvero poche. La data di apertura resta il 27 agosto, e il pubblico deve venire al cinema in serenità perché c’è sicurezza”, conclude.

Gianni Genovese

Gianni Genovese, direttore artistico e titolare della ‘Genovese Management’, impegnato da sempre in eventi su Caserta, dice: “Il mondo dello spettacolo è in ginocchio da tempo, in modo particolare quello del teatro. In Italia l’arte, stranamente, non è considerata un lavoro, e di conseguenza anche la tutela dei lavoratori del settore è presa sotto gamba. Dietro un concerto o uno spettacolo ci sono tecnici macchinisti, facchini e così a salire. Gli spettacoli, per quanto ridotti, si stanno facendo con precauzioni e difficoltà”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome