Stabilimenti sempre più green

Nel Cilento le uniche strutture balneari attente alle battaglie ecologiste

Foto LaPresse - Jennifer Lorenzini 07/06/2020 Castiglione della Pescaia - Gr - (Italia) Cronaca Castiglione della Pescaia - Gr Nella foto: Le spiagge di Castiglione della Pescaia affollate di persone dopo la riapertura Photo LaPresse - Jennifer Lorenzini 07 June 2020 Castiglione della Pescaia - Gr (Italy) News Castiglione della Pescaia - Gr - In the pic: The beaches of Castiglione della Pescaia crowded with people after the reopening

NAPOLI (Roberto Della Rocca)- Legambiente torna ad occuparsi delle coste italiane con il ‘Rapporto Spiagge 2020’. Nel documento elaborato dagli ambientalisti si analizza il problema dell’accesso al mare, dell’occupazione e dell’inquinamento delle spiagge ma anche degli esempi virtuosi che stanno facendo, della svolta ‘green’ una realtà sempre più evidente, anche in Campania. La nostra regione soffre di problemi evidenti nel garantire l’accesso al mare e la libertà delle spiagge. Circa il 67% delle spiagge sabbiose della nostra Regione è occupato da stabilimenti balneari. Un dato coerente con le norme regionali che riservano solo il 20% delle spiagge accessibili alla libera fruizione da parte dei cittadini ma che resta comunque indicativo di una difficoltà a conciliare gli interessi pubblici e quelli privati. A preoccupare è la quantità di aree costiere interdette alla balneazione a causa dell’inquinamento. Sicilia, Calabria e Campania in totale contano circa 73,5 km su 90 interdetti alla balneazione. Grave la situazione a Pozzuoli dove si trovano 11 stabilimenti su 7,6 km di costa (il 47,5% di occupazione) ma cancellate bloccano in altri punti l’accesso al mare, rendendo di molto inferiore la porzione di costa libera.

A questo si aggiunge il divieto alla balneazione per l’inquinamento che riguarda quasi 2 chilometri di costa tra Cuma e Licola. Un processo che può essere di esempio è la svolta green che tanti stabilimenti hanno scelto di attuare investendo su sostenibilità e qualità dell’offerta. Si tratta di stabilimenti che hanno scelto di essere ‘plastic free’, di coinvolgere i bambini in progetti di educazione ambientale, di recuperare tratti di dune, di valorizzare prodotti a chilometro zero, di utilizzare piante autoctone, di scegliere una gestione flessibile e aperta a tutti degli spazi in concessione, di produrre energia e acqua calda per le docce con pannelli solari, di utilizzare solo legno e materiali naturali per le strutture, di puntare su una accessibilità per tutti che superi ogni barriere, di premiare e aiutare con spazi ad hoc chi si muove in bici o con mezzi di mobilità elettrica, di raccontare ai turisti la storia e la cultura dei territori in cui sono ospitati, di realizzare interventi di recupero delle tartarughe ma anche di valorizzazione della costa e pulizia assieme a associazioni e parchi naturali. Legambiente elenca nel dettaglio gli stabilimenti green presenti in Campania. La svolta green degli stabilimenti campani, però, è tutta concentrata in provincia di Salerno, in particolare nel Cilento dove l’associazione ambientalista segnala l’area dunale di Marina di Eboli (affidata e gestita dal circolo Legambiente Silaris Eboli); il Posidonia Beach Club a Marina di Ascea; i Lidi del Parco a Marina di Camerota (vero e proprio marchio d’impresa creato dall’Associazione Stabilimenti Balneari Marina di Camerota in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Cilento); l’oasi Dunale di Capaccio; e il Dum Dum Republic, beach club che sorge all’ombra dell’area archeologica di Paestum.

Un esempio di come si possa fare impresa puntando sulla salvaguardia dell’Ambiente e la valorizzazione del territorio ma anche un esempio per gli imprenditori che potranno lasciarsi ispirare per approfittare del Green New Deal Europeo.

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