Coronavirus, allerta del ministero e dell’Iss: tendenza in aumento, indice Rt sopra 1

Intanto, la situazione del turismo è tutt'altro che positiva

Foto Roberto Monaldo/LaPresse Nella foto: Roberto Speranza

MILANO – L’indice Rt è sopra 1 in 11 regioni italiane e si attesta a 1.01 a livello nazionale. Mentre si abbassa intorno ai 40 anni l’età media dei contagiati. I risultati del monitoraggio del Covid-19, a cura del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, dal 27 luglio al 2 agosto, fanno suonare i campanelli rossi. In sostanza, segnalano una “tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri”.

Aumento di asintomatici

A livello nazionale, “l’aumento è soprattutto in persone asintomatiche”. Un report che dà “segnali di allerta” e “al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione”. Per Giovanni Rezza, dg Prevenzione del ministero guidato da Roberto Speranza, “anche se migliore rispetto a quella di altri Paesi europei, la situazione epidemiologica italiana merita molta attenzione”. Intanto, i dati di giornata segnalano un’altra crescita dei nuovi positivi (402 contro i 384 di ieri). E 6 morti in più per un totale di 35.187 dall’inizio della pandemia in Italia.

Più casi, meno tamponi

Se non bastasse, c’è un altro monitoraggio, quello della Fondazione Gimbe che, nella settimana 29 luglio-4 agosto, rispetto alla precedente, rileva un incremento dell’11,2% dei nuovi casi di coronavirus (1.931 contro 1.736) a fronte di una lieve discesa dei tamponi diagnostici. Ancora: se i pazienti in terapia intensiva restano sostanzialmente stabili (41 contro 40), si assiste a un’altra lieve crescita (761 vs 749) di quelli ricoverati con sintomi.

Il ministero e l’Iss predicano cautela

D’altronde, la pandemia non è ancora alle spalle. Il ministero della Salute e l’Iss, nell’ultimo report, insistono sul rispetto della quarantena. “In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere – avvertono – ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale”. Tra l’altro, sul calo dell’età mediana dei contagiati, incidono alcuni fattori come “le caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane”, “un aumento tra i casi importati” e “l’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse”.

Turismo in difficoltà

Intanto, la situazione del turismo è tutt’altro che positiva. Quelli di luglio “parlano da soli e sono ben lontani dalla narrazione favolistica che qualcuno si ostina a rappresentare”, è la sintesi del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Dagli ultimi risultati dell’osservatorio turistico alberghiero emerge un crollo vertiginoso anche a luglio, con un calo delle presenze del 51%. Gli stranieri continuano a latitare (meno 76,4%) e il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (meno 24,5%). Da gennaio a luglio -67% di presenze, tra turisti italiani (-57,5%) e stranieri (-76,7%).

(LaPresse/di Luca Rossi)

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