Dl agosto, stop dei licenziamenti legato alla Cig e sgravi: domani il decreto nel Cdm

Nel pacchetto agosto entra anche una misura chiesta dal ministro del Sud, Giuseppe Provenzano, che prevede una fiscalità di vantaggio al 30% della contribuzione sostenuta dalle imprese per le Regioni del Sud in deficit di sviluppo

Foto Valerio Portelli / LaPresse in foto Nunzia Catalfo

ROMA – Fumata bianca: dopo due giorni di vertici a palazzo Chigi e un duro scontro tra Confindustria e sindacati, arriva l’intesa nel governo sulla proroga dello stop ai licenziamenti da inserire nel decreto agosto. Sbloccato il principale nodo, i tecnici hanno rimesso mano alla bozza del decreto atteso domani in Cdm intorno all’ora di pranzo, in cui non dovrebbe esserci l’atteso cashback per chi consuma al ristorante e paga con moneta elettronica.

Stop ai licenziamenti

La sintesi sul lavoro è in un meccanismo piuttosto complesso e prevede una deadline ‘variabile’ per il blocco dei licenziamenti. Il decreto agosto prevede la possibilità di ulteriori 18 settimane di Cig (9 con possibilità di rinnovo per altre 9, ma con un contributo da parte delle aziende su due scaglioni in base al calo di fatturato), anche non consecutive, a partire dal 13 luglio.

Da lì, contando 18 settimane, si arriva al 15 novembre. E’ questo il termine entro cui un’azienda può chiedere tutte o solo alcune settimane di Cig e, dunque, entro il quale i licenziamenti sono bloccati. In alternativa le imprese potranno usufruire di 4 mesi di sgravio al 100% a partire da settembre, sempre con l’impossibilità di licenziare per tutto il periodo e, quindi, fino al 31 dicembre. I due strumenti possono essere anche combinati, ovvero utilizzare una parte di cassa integrazione e una parte di sgravi.

Raggiunta la mediazione

Una “mediazione”, la definiscono nel governo, tra chi, come la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo – insieme a parte del Pd, Leu e sindacati – chiedeva il blocco totale fino al 31 dicembre, e chi, come Italia Viva, aveva posizioni più vicine a quelle degli industriali. “La nostra non è una battaglia per i licenziamenti, ma di buon senso – spiegano i renziani -. Per noi si può scegliere di bloccare i licenziamenti fino a che si coprono i costi di impresa, e dunque per le 18 settimane. Se stoppi tutto per 28 settimane stai facendo la spesa con il portafogli degli altri e rischi di danneggiare i lavoratori oltre che gli imprenditori”.

Fiscalità di vantaggio per il Sud

Nel pacchetto agosto entra anche una misura chiesta dal ministro del Sud, Giuseppe Provenzano, che prevede una fiscalità di vantaggio al 30% della contribuzione sostenuta dalle imprese per le Regioni del Sud in deficit di sviluppo fino a dicembre, con l’obiettivo di renderla strutturale dalla prossima legge di Bilancio. Sarebbe proprio questo punto – 1 miliardo stanziato a copertura – a far saltare l’operazione cashback, ovvero il rimborso direttamente al cittadino per pranzi e cene al ristorante pagati con moneta elettronica, scatenando il malumore di M5S e Pd. “Va alimentata la domanda interna con incentivi al consumo. Abbiamo necessità di generare Pil e lavoro e supportare le nostre Pmi”, twittano quasi all’unisono i vice ministri dello Sviluppo economico, il pentastellato Stefano Buffagni e la collega Pd, Alessia Morani (che proponeva il cashback anche per scarpe, abbigliamento e mobili).

Il fondo Filiera Italia

Sembra salvo il fondo Filiera Italia proposto dalla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, con risorse a fondo perduto per la ristorazione destinate agli acquisti made in Italy. Ma la trattativa non è chiusa. Sembra certo lo slittamento delle tasse di novembre per i lavoratori autonomi, Isa e forfettari, definito da Iv “un punto dirimente questo, perché se alla fine non dovesse esserci non ci sarebbe l’assenso al decreto”, fanno sapere i renziani. Salve anche le misure proposte dal capo delegazione dem nel governo, il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, per le attività commerciali dei centri storici. Soddisfatto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, secondo cui sono state “accolte tutte le priorità indicate dal Pd a partire dagli impegni sul lavoro. Fondi per il turismo, per la scuola e per gli enti locali. Fiscalità di vantaggio per il Sud. Un altro passo avanti per il bene degli italiani”.

(AWE/LaPresse/di Antonella Scutiero)

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